SALUTE
Epilessia, l'esperto: vincere i pregiudizi e reticenze

Da qui si innesca un circuito negativo per cui le famiglie tendono a tacere per evitare discriminazioni, con conseguenze anche rischiose per la salute dei bambini. Inoltre, ad oggi nessuna legge obbliga gli insegnanti a somministrare i farmaci a scuola; è possibile però realizzare dei corsi di formazione per operatori scolastici, come stiamo facendo in Veneto, mettendo in luce le caratteristiche della malattia, le differenze tra caso e caso e individuando insieme ai genitori soluzioni personalizzate per i singoli ragazzi”.
Un secondo fronte riguarda l’esercizio dell’attività fisica. “Esistono attività sportive sconsigliate o non compatibili ma si tratta di casi molto particolari - prosegue Zaccaria . In tutti i casi di malattia lieve o di media gravita l’attività sportiva è compatibile, parliamo di atletica leggera, tennis, sport non agonistici o traumatici che possono invece essere acceleratori di crisi. Anche in questo ambito in cui spesso richiedono certificati specifici non dovuti si deve diffondere una cultura adeguata per evitare il rischio che la persona taccia sul proprio stato . C’è un grande lavoro da fare su palestre e circoli sportivi, per aiutare le persone affette da epilessia ad affrontare serenamente e apertamente il proprio stato , confidando nel fatto che la relazionalità, se informata e qualificata, contribuisce a rimuovere le discriminazioni e a vincere i pregiudizi”.
Ma non sono solo i bambini le vittime di emarginazione: “Anche per gli adulti non è semplice perché nel mondo del lavoro tuttora vi è una scarsa conoscenza del problema, soprattutto in ambito privato - osserva il presidente dell’Associazione Fuori dall'Ombra Insieme per l'Epilessia - Si innesca dunque il solito circuito negativo: nel caso in cui si comunica la malattia si rischia di non ottenere il lavoro o di essere considerati lavoratori ‘particolari’ e ciò porta a tacere e negare il proprio problema, contribuendo al processo di separazione o di non piena integrazione che poi ha riverberi anche psicologici sulla personalità di chi è affetto da epilessia. Dunque sono due gli obiettivi da raggiungere: far breccia nel muro di ignoranza che circonda l’epilessia e aiutare le famiglie dei bambini e gli adulti a vincere la reticenza e la paura di raccontarla”.