MONDO
63mila tigrini in fuga dalla guerra
Il conflitto in Tigray e l'orrore delle violenze
Nei prossimi 12 mesi circa 100mila bambini potrebbero avere problemi di malnutrizione

L'Eritrea ha inviato le proprie truppe in Tigray in supporto all'esercito di Addis Abeba in lotta contro il Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf). Il conflitto ha provocato lo sfollamento interno di migliaia di persone e la fuga di oltre 63mila tigrini nelle regioni confinanti del Sudan orientale, mentre l’Onu ha confermato il blocco dell'accesso alle vie di comunicazione, da parte dei militari, ha impedito la distribuzione di cibo e aiuti nella regione dove ormai l’80% della popolazione rischia di morire di fame.
Il rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato a giugno, parla di abusi incluso il rapimento di rifugiati.
Andrea Gacki, direttore controllo delle attività estere del Dipartimento del Tesoro, ha scritto che "è urgente che l'Eritrea ritiri le proprie forze dall'Etiopia ed è urgente che le forze in campo decidano per un cessate il fuoco per aprire negoziati e far finire gli abusi e le violazioni dei diritti umani".
Nel report, pubblicato ad aprile dalla Reuters, i dottori raccontano di molte donne che hanno subito orribili violenze sessuali da parte delle forze etiopi e degli alleati eritrei. L'Unicef dichiara che oltre 100mila bambini, in Tigray, potrebbero soffrire di malnutrizione nei prossimi 12 mesi così come altri centinaia di migliaia nella regione.