MONDO
Africa
Etiopia, almeno 67 morti in manifestazioni contro il premier Abiy Ahmed
Le proteste, contro il primo ministro, sfociate in violenze e scontri sono iniziate due giorni fa

Gli scontri sono seguiti alle ribellioni iniziate due giorni fa, mercoledì, da quando i sostenitori del leader dell'opposizione, Jawar Mohammed, sono scesi in strada e hanno bruciato pneumatici e allestito barricate, bloccando strade in diverse città del paese.
A dare il via alle proteste è l'accusa nei confronti della Polizia - che nega - di voler togliere il servizio di scorta a Jawar Mohammed al fine di indebolirlo contro un possibile attacco da parte di oppositori politici.
Le proteste sono partite dalla capitale Addis Abeba per poi estendersi nella regione Oromia, dove ci sono stati morti nella città di Adama. Una persona sarebbe morta anche durante gli scontri nella antica città di Harar. Il pesante bilancio ha portato Jawar Mohammed ad accusare il premier Abiy Ahmed, di agire come "dittatore".
Il ministero della Difesa ha annunciato lo spiegamento di soldati in sette aree in cui la situazione è rimasta particolarmente tesa.
Mohammed, giornalista e fondatore del gruppo media di opposizione, Oromia Media Network (OMN), è un ex alleato del premier riformista Abiy. Entrambi appartengono alla comunità Oromo, il più grande gruppo etnico in Etiopia.
I rapporti tra i due, però, si sono recentemente deteriorati, Jawar Mohammed ha criticato pubblicamente diverse riforme di Abiy Ahmed, in carica dall'aprile 2018, che ha appena ricevuto il Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi diretti a raggiungere la pace e la cooperazione internazionale e per voler risolvere il conflitto con l'Eritrea.
Abiy Ahmed, dopo essere salito al potere nel 2018, ha iniziato ad introdurre riforme politiche ed economiche. Le sue riforme hanno però favorito la nascita di rivendicazioni etniche, sociali e territoriali da parte di gruppi che si considerano sotto rappresentati.
Jawar Mohammed, rientrato dagli Stati Uniti poco più di un anno fa, è tra i fondatori del movimento 'Qeerroo', costituito da oromo, che è stato in prima fila nelle mobilitazioni che hanno portato alla caduta del governo di Hailemariam Desalegn, il precedessore di Abiy Ahmed.