ITALIA
La vicenda giudiziaria
Il crac Eutelia, dai fasti della Borsa al dramma della bancarotta
Il processo interrotto dalla follia di Claudio Giardiello: la storia di una scalata finanziaria irresistile, quella della famiglia Landi, precipitata velocemente e causa di oltre 2mila licenziamenti

La mobilità e i licenziamenti
I fatti. Si parte con una normale cessione d’azienda, nel 2007, quando Eutelia prima acquista due filiali di multinazionali che operano in Italia, l’olandese Getronix e la francese Bull. Due anni dopo, la compagnia decide di cedere un ramo prima ad Agile, una società controllata, poi a Omega. Un passaggio che comprende 2.500 lavoratori, ma che nasconde qualcosa di non troppo chiaro. Omega, infatti, smette di pagare gli stipendi e si apre una questione che porta i dipendenti a presentare un esposto in Procura. La prima sentenza, che condanna per bancarotta fraudolenta alcuni dei protagonisti, arriva nel luglio del 2013: nove anni ad Antonangelo Liori, ex patron di Omega; otto anni per Claudio Marcello Massa, ex ad di Agila poi passato a Omega; sei anni per Isacco Landi, membro del consiglio d’amministrazione.
Le ultime condanne
Dei 2.500 lavoratori coinvolti ne sono infine rimasti ottocento: gli altri sono stati pre-pensionati o assorbiti altrove. Per chi è rimasto, cassa integrazione a oltranza fino ai licenziamenti scattati nello scorso dicembre. La parte giudiziaria della vicenda, però, si è allargata a una serie di giudizi separati che non hanno lasciato indenne neanche la mente delle operazioni di Eutelia, quel Samuele Landi da anni ormai latitante a Dubai e condannato a dicembre per bancarotta fraudolenta. L’ultima puntata è quella di questo mese di aprile: nella giornata della tragedia, e in quella successiva del 14, erano in programma alla sezione fallimentare del tribunale milanese le ultime due udienze che coinvolgevano le sedi di call center dell'Eutelia. I magistrati avevano insistito sempre sulla linea dura per condannare severamente gli imputati.