CULTURA
La giuria degli studenti al Prix Italia
L'ex giurato: "Il Prix un'occasione per confrontarsi con i producer internazionali"
Federico Feroldi, ex studente di Scienze della Comunicazione e attualmente assegnista di ricerca all'Università, racconta a RaiNews.it la sua esperienza di giurato

"Il primo anno ho partecipato come giurato ai prodotti di fiction e film per la tv mentre il secondo anno mi sono occupato dei documentari - spiega - Prima dell'inizio della manifestazione, viene aperta una piattaforma online così si può anche lavorare da casa: poi ci siamo trovati noi giurati-studenti, eravamo circa una decina, abbiamo discusso e stilato una classifica".
I valori per la griglia valutativa
"Una volta guardate le opere, discutevamo con i professori su quali fossero i valori da giudicare, come 'l'innovatività della trama' o la 'qualità dei costumi', e assegnavamo ad ogni valore un voto numerico: in modo da creare una griglia valutativa per valutare, appunto, ogni prodotto".
"Un confronto diretto con i producer internazionali"
"Il nostro giudizio, negli anni passati, valeva per assegnare un premio a parte: invece, quest'anno, il voto degli studenti varrà come un voto nella giuria professionale, offrendo così l'opportunità di avere un confronto diretto e alla pari con i vari producer internazionali".
Cosa avete imparato?
"Abbiamo scoperto fiction di qualità che non ci aspettavamo, oppure di qualità molto inferiore come quelle egiziane, simili alla tv italiana degli anni Ottanta-Novanta - spiega Feroldi - Abbiamo trovato molti prodotti ispirati al web e, a livello narrativo, ci siamo molto stupiti nel vedere che la tv magiara, ad esempio, è una tv sperimentale che introduce trame sperimentali a livello narrativo".
I documentari
"Sui documentari, abbiamo scoperto che noi italiani siamo molto indietro rispetto alla produzione americana ed europea: i nostri prodotti sono spesso meno evoluti e se per noi una cosa è innovativa, per le giurie straniere era 'già vista', 'già sentita': quello che noi pensavamo come futuro, insomma, per il resto del mondo era presente se non già passato".