MONDO
La testimonianza
Ferguson, la deposizione di Darren Wilson: "Michael Brown sembrava un demonio"
Il poliziotto che il 9 agosto ha ucciso il 18enne afroamericano ha detto al grand jury: "Quando ho cercato di prenderlo, mi sono sentito come un bambino di cinque anni che fa la lotta con Hulk"

"Brown sembrava Hulk"
"Quando ho cercato di prenderlo, mi sono sentito come un bambino di cinque anni che fa la lotta con Hulk", si legge a pagina 212 della deposizione, riferendosi al fatto che Brown era alto 1,90 e pesava 130 chili. L'agente ha quindi enfatizzato il fatto che di essere rimasto spaventato dalla forza fisica del ragazzo: "Sembrava come un demonio, tanto era arrabbiato. Era ovviamente più grande e più forte, avevo già preso due pugni in faccia e pensavo che un terzo poteva essere fatale per me".
La versione di Wilson
Il grand jury ha accolto la ricostruzione che l'agente aveva reso già al dipartimento di polizia. Wilson aveva fermato Brown insieme ad un amico mentre i due camminavano in mezzo alla strada, ed era scoppiata una colluttazione dopo che, a detta del poliziotto, Brown non aveva obbedito all'ordine di camminare sul marciapiede. Il poliziotto definisce la colluttazione "un'aggressione" nei suoi confronti da parte di Brown che avrebbe colpito l'agente, che si trovava ancora nell'auto. A questo punto, Wilson, che in auto aveva anche un manganello ed una torcia, ha ritenuto che "l'unica opzione" per difendersi fosse la pistola, sparando solo quando il ragazzo non aveva obbedito all'ordine di mettersi a terra. Furono sparati 12 colpi: Mike non solo era disarmato ma - affermano i dimostranti ed alcuni testimoni - aveva anche alzato le mani in segno di resa.