ECONOMIA
Fca nel mirino del fisco: agenzia entrate chiede 1.3 miliardi di arretrati
Fca, che avrebbe sottovalutato il valore di Chrysler si difende: non condividiamo stime, fiduciosi in una riduzione degli importi

Il gruppo italo-americano in una nota dichiara di "non condividere affatto le considerazioni contenute in questa relazione preliminare e abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi. Va inoltre rilevato che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse, senza alcun significativo esborso di liquidita' o conseguenza sui risultati".
L'Italia all'epoca imponeva un'aliquota fiscale sulle societa' di circa il 27,5% e questo, secondo Bloomberg, consente di ipotizzare che l'importo che Fca rischia di dover sborsare potrebbe avvicinarsi a 1,5 miliardi di dollari, anche se i negoziati potrebbero aver significativamente ridotto l'importo del prelievo.
Il contenzioso fiscale giunge in un momento complicato per Fiat Chrysler, che e' nel bel mezzo di una complessa trattativa di fusione con PSA, proprietaria dei marchi Peugeot, Citroen e Opel. Il mese scorso il presidente di Fca, John Elkann ha dichiarato di voler formalizzare un accordo entro la fine dell'anno. Fca e' stata recentemente oggetto di una denuncia da parte della rivale statunitense General Motors, la quale l'accusa di essere al centro di un sistema di corruzione che coinvolge alcuni importanti membri dei sindacati Usa dell'auto e che avrebbe penalizzato Gm e avvantaggiato Fca.