EUROPA
Tra i "grandi" del Paese
Francia: l'eroina della Resistenza, Joséphine Baker, riposerà nel Panthéon di Parigi
La star del Music-Hall sarà la prima donna di colore a essere lì sepolta
Baker sarà così la prima donna di colore e solo la sesta donna i cui resti riposano nell'ex chiesa cristiana trasformata in un grande tempio laico che onora alcune delle più grandi personalità francesi, tra cui Alexandre Dumas, Victor Hugo, Pierre e Marie Curie, Voltaire.
L'ultima personalità ad entrare al Panthéon è stata nel 2018 Simone Veil, ex ministro della Sanità e presidente del Parlamento Europeo.
Il quotidiano "Le Parisien" spiega che il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha annunciato la sua decisione di accettare l'ingresso di Baker nel Panthéon lo scorso 21 luglio. "È un sì", ha detto Macron ricevendo una piccola delegazione per illustrare una petizione che ha raccolto 38.000 firme.
Il dossier Baker aveva raggiunto l'Eliseo nel mese di giugno. Poche settimane dopo, Macron ha dato la sua approvazione e l'ha annunciata in una riunione al palazzo presidenziale che non è stata registrata ufficialmente nell'agenda del presidente, scrive il quotidiano parigino, secondo il quale vi hanno partecipato, tra gli altri, lo scrittore Pascal Bruckner, il cantante Laurent Voulzy, il saggista Laurent Kupferman, l'imprenditrice Jennifer Guesdon e Brian Bouillon-Baker, uno dei 12 figli adottati dell'artista.
La petizione consegnata a Macron ricorda innanzitutto l'impegno nella Resistenza francese della cantante e ballerina, sottolinea il suo eccezionale successo come artista, una notorietà internazionale conquistata proprio a Parigi nel 1925 al Théâtre des Champs-Elysées nella "Black Revue"; per la sua avvenenza fu detta la "Venere nera".
Le firme a sostegno della petizione dell'ingresso nel Panthéon sono state presentate anche ai presidenti dell'Assemblea Nazionale e del Senato.
Brian Bouillon-Baker è all'origine di questa "crociata" in memoria della madre adottiva, che ha preso il posto del filosofo Régis Debray che nel 2013 lanciò, in maniera provocatoria, per primo l'idea di questa forma di riconoscimento nazionale per la ballerina afro-americana che negli anni Venti del XX secolo fece scandalo danzando con addosso soltanto un gonnellino di banane.
Brian Bouillon-Baker, ringraziando "commosso" il presidente Macron, ha ricordato che ci sono tanti argomenti a favore dell'ingresso della vedette al Panthéon: quella che è stata la prima star internazionale nera ha dedicato "gli ultimi 25 anni di vita alla lotta per i diritti delle donne e contro la discriminazione razziale". Ma soprattutto sottolinea che tra il 1940 e il 1942 Baker raccolse informazioni sulle posizioni dell'esercito tedesco in Francia per consegnarle ai partigiani. I doganieri che le chiedevano autografi piuttosto che i suoi documenti non si preoccuparono mai alle frontiere di controllarla. La ballerina riuscì così a trasmettere a Londra resoconti appuntati sotto il vestito o trascritti con inchiostro simpatico sulle partiture delle sue canzoni.
Le sue azioni furono premiate nel 1945 con il grado di tenente dell'aeronautica militare, la Croce di Guerra, la Medaglia della Resistenza e la Legion d'Onore. Oltre a sostenere la battaglia per i diritti civili negli Usa, in Francia Baker si impegnò con Lega internazionale contro l'antisemitismo.