Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/fukushima-clochard-rifiuti-radioattivi-mafia-1801e5ba-b226-4003-b20e-4e100aa21500.html | rainews/live/ | true
MONDO

6 dollari all'ora, vitto e alloggio a loro carico

Scandalo in Giappone: senzatetto reclutati dalla mafia bonificano i siti radioattivi di Fukushima

La polizia ha arrestato alcuni uomini legati alla Yakuza che gestivano questo mercato nero di lavoratori. A rivelarlo un'inchiesta della Reuters: erano riusciti a inflitrarsi in uno dei colossi delle costruzioni in Giappone

Condividi
Fukushima Bonificare Fukushima dai rifiuti radioattivi. È uno dei progetti più ambiziosi di Tokyo, seguito con il fiato sospeso dagli abitanti evacuati dopo il disastro di tre anni fa e dagli esperti di tutto il mondo.

Finanziato con 35 miliardi di soldi pubblici ha come "braccio operativo" anche i senzatetto, disperati che per 6 dollari all'ora - meno del minimo sindacale di 6.5 - sono disposti a lavorare senza alcuna protezione e preparazione nei siti radioattivi.

Uno "stipendio" fittizio: costretti a pagarsi vitto e alloggio (in condizioni precarissime) i clochard si ritrovano poi indebitati con i "datori di lavoro".

A reclutarli è la mafia giapponese, la Yakuza, come rivela la Reuters, che utilizza mediatori come Seiji Sasa, intervistato dai due giornalisti che firmano l'inchiesta: 67 anni, va a cercare i clochard tra i cartoni che utilizzano per ripararsi dal gelo, nella stazione ferroviaria di Sendai. Per ogni persona che porta a lavorare a Fukushima guadagna 100 dollari.

L'uomo - arrestato e poi rilasciato - non era che uno degli ingranaggi di un meccanismo tripartito che permetteva ad alcune organizzazione affiliate alla Yakuza di inflitrarsi all'interno di un appaltatore legale, la società Obayashi, il secondo gruppo di costuzioni del Giappone, uno dei 20 contractors cui il governo ha affidato il progetto di rimuovere i rifiuti radioattivi. La società, che non è accusata di nessun reato, ha fatto sapere di aver aumentato le misure di sicurezza.

Sono già numerosi gli arresti effettuati dalla polizia giapponese per infiltrazione nelle attività del gigante delle costruzioni Obayashi, molti di questi sono affiliati o vicini alla Yakuza. 

Parte della difficoltà dei controlli, spiega la Reuters, è l'altro numero di imprese subappaltatrici coinvolte nel progetto di bonifica: sono 733 quelle registrate presso il ministero dell'Ambiente. 
Condividi