MONDO
L'intervista al quotidiano olandese De Volkskrant
La minaccia di Obama a Mosca: sanzioni più pesanti. L'Europa non è un campo di battaglia
Obama rilascia l'intervista, pubblicata in Italia da Repubblica, prima del vertice dell'Aja sulla crisi in Ucraina che sospenderà la Russia dal G8: "L'Europa - dice Obama - non è un campo di battaglia, non chiediamo all’Ucraina di scegliere tra Est e Ovest, vogliamo che decida da sola del proprio futuro"
"Mosca ad un bivio: se arriva escalation, aumenteranno le sanzioni"
Il presidente americano, prima del vertice, aveva posizionato la Russia di Putin davanti ad un bivio: “Se continua su questa strada con l’Ucraina – aveva detto – violandone l’integrità e la sovranità territoriale, la pressione economica e l’isolamento di Mosca aumenteranno”.
Obama: l'Europa non è un campo di battaglia
Già dalla prima domanda, da Obama arriva un quadro chiaro del messaggio destinato all’Europa: “Per noi non è un campo di battaglia tra Est e Ovest, noi non chiediamo all’Ucraina di scegliere tra Est e Ovest, vogliamo che decida da sola del futuro”. Auspica, anzi, buone relazioni con l’Unione Europea e gli Stati Uniti così come con la Russia.
Allo studio misure più punitive
Nessuno scenario da Guerra Fredda - precisa il presidente Obama - ma ribadisce di “aver dato l’incarico di studiare anche misure punitive contro settori cruciali dell’economia russa (…) che potrebbero avere effetto anche sull’economia mondiale”. Scelte non facili – le descrive così, il presidente Usa – ma necessarie.
Le altre crisi mondali e il ruolo della Russia
Dall’Ucraina, Obama allarga il suo sguardo alle altre crisi mondiali - l’Iran, la Siria, Israele e la Palestina – in cui la Russia ha un ruolo chiave. “Anche adesso che tutto sembra muoversi intorno all’Ucraina – sostiene – io so bene che è la Russia ad avere in pugno la questione dell’Iran, se cioè Teheran si doterà di armi atomiche, ed è molto problematico il fatto che il regime siriano di Assad, grazie al sostegno russo, è meno disposto a negoziare seriamente”. Eppure, chiude Obama, gli Stati Uniti hanno la certezza che “nessuno, nemmeno la Russia, abbia interesse a che la violenza in Siria continui a destabilizzare il Medio Oriente”.