MONDO
Consiglio Esteri Ue
Libia, Gentiloni: Italia in prima linea, no a missione militare interventista
La questione libica si palesa su due fronti: quello interno, con la strenua ricerca di un governo di unità nazionale, e quello dell'immigrazione su cui, dice Gentiloni, serve "una strategia comune europea".

Gli obiettivi della missione in Libia.
Per Gentiloni si tratterebbe quindi di "un contributo esterno" e "se lo presentassimo come una missione militare faremmo un errore". Il primo obiettivo è infatti quello di "favorire la riconciliazione e quindi costruire un governo che veda il più possibile riconoscersi le diverse parti libiche", un intreccio diplomatico non facile cui sta lavorando da mesi l'inviato dell'Onu Bernardino Leon.
Su immigrazione serve strategia UE
Sull'immigrazione "c'è un contesto nuovo" tra i 28, rileva il ministro Paolo Gentiloni, affermando che nel Consiglio Esteri "non c'è la percezione che il problema riguardi solo i paesi del sud europeo". "I flussi migratori che arrivano dalla Libia non si fermano in Italia ma arrivano in Europa", osserva Gentiloni, aggiungendo che "la dimensione del problema va dalla Sicilia alla Svezia, non riguarda solo alcuni membri dell'Unione". Per questo - conclude - la Ue deve avere una strategia dell'immigrazione.