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AMBIENTE

Ognuno è protagonista e soggetto attivo

Giornata mondiale dell'ambiente, quest'anno si celebra in Cina

Lo slogan è "Beat Air Pollution", sconfiggere l’inquinamento atmosferico. Il focus è sulle azioni, anche individuali, per favorire una risposta globale e impegnare i singoli cittadini e i governi nella lotta per salvare il pianeta

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La data ricorda la prima Conferenza delle Nazioni Unite sul tema dell'ambiente che si è tenuta dal 5 al 16 giugno del 1972 a Stoccolma: in quella occasione venne adottata la Dichiarazione sull'Ambiente Umano e si definirono i 26 principi sui diritti dell'ambiente e delle responsabilità dell'uomo per la sua salvaguardia.

Adesso, 47 anni dopo, la coscienza ambientale ha subìto il forte impulso che abbiamo visto negli ultimi mesi, ma le piazze e le strade piene devono essere accompagnate da azioni concrete che ogni singolo individuo si impegna a sostenere per arrivare a effetti visibili e duraturi. 

Il tema di questa edizione è il gravissimo inquinamento atmosferico (nel 2018 era stata la plastica) che uccide circa sette milioni di persone ogni anno e rappresenta la causa principale di morti premature nel mondo. Lo si considera un’emergenza sanitaria e ambientale perché gli inquinanti atmosferici, oltre a porre a rischio la nostra salute, contribuiscono in maniera determinante ai cambiamenti climatici e all’acidificazione degli oceani, ad esempio, e minacciano le colture ad uso umano. Secondo le Nazioni Unite, nel mondo nove persone su dieci respirano aria inquinata. Contrastare questa minaccia è diventata quindi una assoluta necessità. Lo slogan "Beat Air Pollution" sta facendo il giro del mondo e dei social, sono previste milioni di iniziative in tutti i paesi.
 


L’inquinamento atmosferico proviene da cinque principali fonti, tutte di origine umana, che rilasciano una serie di sostanze dannose tra cui il monossido di carbonio, il biossido di azoto, l’ossido di azoto, il particolato, gli idrocarburi e il piombo: sono i trasporti, le attività agricole (che vi contribuiscono per ben il 24%), il consumo energetico degli edifici, l’industria e la produzione di energia elettrica.

Il video evocativo pubblicato da UN Environment prefigura una realtà che non sembra ormai così lontana: tutti costretti a indossare maschere per proteggerci dalle conseguenze dei danni che noi stessi abbiamo commesso e commettiamo ogni giorno.
 
Questa edizione della giornata mondiale dell'ambiente si celebra in Cina, un paese che deve il suo ruolo di potenza economica anche al grave inquinamento atmosferico prodotto (ricordiamo che 20 anni fa in città come Pechino i lampioni erano accesi anche di giorno perché l'aria inquinata non rendeva visibili le strade), ma che adesso sta diventando un laboratorio di iniziative per una riconversione verde.  La crescita del settore dell'energia green vede la Cina come leader mondiale nell'impiego di risorse 'pulite': la metà dei veicoli in circolazione è elettrica e circa il 99% degli autobus ad emissione 0 nel mondo sono prodotti cinesi. Il Vicedirettore dell’UNEP (UN Environment), Joyce Msuya ha dichiarato che la Cina si è dimostrata essere "una straordinaria leadership nell’affrontare l’inquinamento atmosferico. Adesso può sollecitare un’azione più ampia da parte del mondo intero. L’inquinamento atmosferico è un’emergenza globale che colpisce tutti. La Cina ora guiderà la spinta e stimolerà l’azione globale per salvare milioni di vite”.
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