ECONOMIA
Lectio Magistralis a Buenos Aires
Conte: obiettivo primario sviluppo sostenibile più che tasso crescita reddito
L'azione di governo è caratterizzata dall'obiettivo di dare risposte concrete al disagio diffuso nel Paese

Questi i fondamentali argomenti affrontati dal premier Giuseppe Conte nella lezione di particolare rilevanza tenuta presso l'Università di Buenos Aires ricevendo la Laurea Honoris Causa.
Il presidente del Consiglio ha spiegato all'uditorio che "dal primo giorno di giugno ci siamo posti l'obiettivo morale, prima ancora che politico, di dare risposte concrete al disagio diffuso nel Paese, con l'ambizione di garantire agli italiani equità e dignità ricreando, specie nei più giovani, la stessa fiducia che li ha animati nell'ultimo Dopoguerra sino a rilanciare il nostro tessuto sociale ed economico con risultati che sono stati giudicati 'miracolosi'. Il nostro obiettivo è lo sviluppo sostenibile nel segno dell'equità sociale, più ancora del tasso di crescita del reddito. Il governo di un Paese ha la responsabilità di vegliare sulle condizioni alle quali viene generato il reddito, se ciò avvenga intaccando il patrimonio naturale e di conoscenza, o il suo tessuto sociale. Sono questi i principi che hanno ispirato le riforme strutturali e le politiche di sviluppo avviate dal governo".
Niente di più centrato rispetto al tema scelto dalla Presidenza argentina per questo vertice del G20 'Mettere il popolo al primo posto'. Tema che "Diventa un imperativo universale, ed è esattamente la priorità che si è dato, sul piano nazionale, il governo che ho l'onore di presiedere" ha detto il presidente del Consiglio.
Tra le riforme strutturali e le politiche di sviluppo avviate dal Governo italiano il premier ha citato il decreto dignità; il Ddl anticorruzione; l'accordo per l'emergenza ambientale; il Piano di investimenti in Infrastrutture. "Gli stessi principi - ha detto - hanno ispirato la nostra manovra economica e misure quali il 'reddito di cittadinanza', mirate a garantire maggiore equità e a far ripartire i consumi interni, favorendo così anche la crescita del reddito nazionale".
Sulla tassazione dei giganti del Web, per il premier serve una risposta coordinata a livello globale perché "con la corsa a ribasso tra Stati ci sono danni per tutti".
"Abbiamo la responsabilità - ha detto il premier - di affrontare le sfide globali che derivano dalla rivoluzione digitale. Penso alla formazione, soprattutto di voi giovani. Abbiamo bisogno di adeguati digital skills in tutti i settori produttivi, anche i più tradizionali. Diversamente, rischiamo di creare nuove fratture, tra aree geografiche e all'interno delle nostre società complesse. Penso all'elusione e all'evasione fiscale delle grandi società del digitale, che hanno una capitalizzazione ormai pari a quella di alcune economie del G20. Basti considerare che solo 19 stati al mondo hanno un Pil superiore alla capitalizzazione di Apple".
Affidandosi esclusivamente al criterio della concorrenza tra ordinamenti giuridici, il rischio concreto è una corsa al ribasso con danni per tutti: i singoli Stati, pur di attirare gli investitori ed evitare il trasferimento all'estero delle sedi legali delle società, finiscono per offrire regolazioni sempre meno rigorose e giurisdizioni fiscali sempre più convenienti", ha concluso Conte.