POLITICA
Sintonia su rapidità dei processi e nuove norme al Csm
Giustizia. Accordo al vertice tra Conte, Bonafede e Orlando: riforma entro l'anno
Tra M5s e Pd restano divergenze su temi come le intercettazioni o la riforma elettorale per il Consiglio superiore della magistratura, ma dal vertice di questa mattina a palazzo Chigi è uscita la volontà di procedere di comune accordo, su un testo condiviso, da varare al più presto

L'intesa c'è
Sia l'attuale ministro della Giustizia che il suo precedessore in via Arenula, Andrea Orlando, oggi vicesegretario del Pd, al termine della riunione hanno parlato di condivisione dell'obiettivo di arrivare a processi penali e civili più rapidi (con una durata massima di 4 anni per quelli penali, che diventa media per i procedimenti civili) e di una radicale riforma dell'organo di autogoverno delle toghe, con un nuovo regime di incompatibilità per spezzare i legami tra politica e magistratura e mettere fine alle degenerazioni dettate dalle correnti.
Divergenze su elezione Csm e prescrizione
Su un punto, ammette il Guardasigilli, si registra una divergenza che necessita di approfondimenti e riguarda un argomento non di secondo piano: l'ipotesi di riformare il sistema elettorale per Palazzo dei Marescialli introducendo un sorteggio, sia pur limitato a una fase, per i togati che siederanno in Consiglio. "Durante l'incontro sono emerse anche questioni che dovranno essere ulteriormente approfondite e che hanno visto il Pd su posizioni diverse, come ad esempio il tema della prescrizione in assenza di una certezza dei tempi del processo. Confidiamo tuttavia di risolvere in maniera condivisa questo tema insieme a tutti gli altri, attraverso un confronto serrato", ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis (Pd).
Bonefede: parte una rivoluzione
Bonafede si dice soddisfatto e convinto di aver dato il via a una rivoluzione per la giustizia. L'impegno è di lavorare a un nuovo ddl delega governativo da approvare entro il 31 dicembre prossimo (entrerà in vigore il primo gennaio) della nuova prescrizione, approvata con un emendamento alla legge 'Spazzacorrotti' lo scorso anno, che prevede lo stop dei termini dopo la sentenza di primo grado. "Non c'è l'obiettivo di modificare la riforma della prescrizione", ha confermato Bonafede.
Intercettazioni
Prima o poi bisognerà riprendere il lavoro anche sulla disciplina delle intercettazioni. Tema di cui oggi non si è parlato e che rappresenta uno snodo centrale dal punto di vista politico: l'attuale Guardasigilli, subito dopo il suo insediamento al dicastero di via Arenula nell'estate 2018, bloccò la riforma varata dal precedente governo (e quindi proprio da Orlando) con l'obiettivo di voler presentare una normativa del tutto diversa. Da allora, con alcuni rinvii, è rimasto lo stop alla riforma Orlando e al ministero della Giustizia sono stati avviati tavoli di lavoro per elaborare nuove norme.
Renzi non invitato al vertice
"Non ci ha chiamato nessuno, si sono messi d'accordo Bonafede e Orlando. Vorrà dire che quanto vengono in aula daremo i nostri suggerimenti". Lo ha detto il senatore di Italia Viva, Matteo Renzi, a 'Zapping', su Rai Radio1, a proposito della riforma della Giustizia, dopo l'incontro di maggioranza a Palazzo Chigi tra il Guardasigilli, Alfonso Bonafede e il vice segretario del Pd, Andrea Orlando.
La giustizia di Salvini
Di giustizia torna a parlare, proprio nel giorno del vertice governativo, il leader della Lega Matteo Salvini in diretta Facebook: "Al Paese serve una riforma della giustizia, ma non come la pensano Pd e M5s", ha detto, spiegando che quella che lui ha in mente prevede "tempi certi e processi brevi" e il rispetto del "principio che chi sbaglia paga, anche se lo fanno i giudici".