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TECH

Wasington Post

Coronavirus, Casa Bianca valuta con aziende tech mappatura degli spostamenti

I dati degli smartphone sarebbero utilizzati per verificare la diffusione del contagio e il rispetto delle distanze di sicurezza

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Il governo degli Stati Uniti si sta confrontando con Google, Facebook e altre compagnie tecnologiche, nonché con esperti sanitari, sulla possibilità di usare i dati sulla geolocalizzazione raccolti dagli smartphone degli americani per contrastare il coronavirus.

Secondo il Washington Post  le autorità sanitarie starebbero vagliando l’ipotesi di servirsi dei dati rilevati dal gps sulla localizzazione dei dispositivi, in forma anonima e aggregata, per mappare la diffusione del contagio, ma non solo: anche per controllare se le persone stanno mantenendo le distanze di sicurezza.

La notizia è stata confermata dal portavoce di Google, Johnny Luu: "Stiamo valutando i modi in cui le informazioni aggregate e anonime sulla posizione potrebbero aiutare nella lotta contro il covid-19", ha dichiarato. "Un esempio potrebbe essere quello di aiutare le autorità sanitarie a determinare l'impatto del distanziamento sociale, in maniera simile al modo in cui mostriamo i tempi di attesa dei ristoranti popolari e i modelli di traffico in Google maps", ha aggiunto, assicurando che non sarebbero condivisi i dati di singole persone.

Nei giorni scorsi alla Casa Bianca si è riunita una ‘task force’ di investitori, imprenditori e manager tecnologici, che ha presentato una serie di idee sulla mappatura della malattia, rivela ancora il Washington Post. Tra i partecipanti, oltre a Apple e Google, esperti di sanità pubblica dell'università di Harvard e startup nel campo della telemedicina.
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