ITALIA
Ventidue anni dalla strage di Capaci
Grasso ricorda Falcone e Borsellino. E invita i giovani a votare per le europee
Il presidente del Senato è arrivato a Palermo a bordo della "nave della legalità" per la cerimonia di commemorazione delle vittime delle stragi di Capaci e via D'Amelio, nell'aula bunker dell'Ucciardone

"Ogni volta che entro qui vengo assalito dai ricordi, il sorriso ironico di Giovanni quando mi presentò per la prima volta le 400 mila pagine degli atti del Maxiprocesso che dovevo studiare, l'affettuoso gesto di Paolo che mi consegnò copia dei suoi utilissimi appunti per districarmi tra quelle carte. Mi avvolge l'aria pesante che opprimeva Palermo durante gli anni del Maxiprocesso, i visi dei mafiosi dietro queste sbarre, che oggi sono sostituiti dagli occhi di tanti giovani che brillano di gioia e di speranza".
"Non posso comunque dimenticare che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, già dopo le condanne in primo grado del Maxiprocesso, cominciarono ad essere attaccati e delegittimati, sia umanamente che professionalmente. Un susseguirsi di amarezze, di rifiuti, di polemiche, che solo con la loro morte si è interrotto: a quel punto, anche coloro che li avevano avversati in vita si sono dichiarati loro fraterni amici e talvolta unici eredi", ha detto Grasso.