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CULTURA

Il convegno dell'Osservatorio Giovani-Editori 'Crescere tra le righe'

Giornalismo digitale, la lezione dei grandi media USA. "Premium for quality? Fate come Armani"

Pagare per avere qualità: i grandi del giornalismo americano (New York Times, Wall Street Journal, Time-Warner) parlano della sfida dell'informazione digitale e spiegano che il pubblico è disposto ad abbonarsi a servizi che offrono contenuti alti, curati dal primo all'ultimo dettaglio. E come esempio viene citato Giorgio Armani

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di Celia GuimaraesBagnaia (Siena) “Premium for quality”. Pagare per avere contenuti di qualità, formula cara agli americani, ha messo in salvo anche l’editoria tradizionale, creando un ‘business model’ virtuoso.  Nel passaggio dalla carta all’immateriale, il pubblico non ha abbandonato i giornali, anzi, ha premiato l’informazione che privilegia i contenuti e le firme prestigiose, i video e le produzioni televisive di alta qualità, scegliendo di abbonarsi per averli.

Qualità e pubblicità
Questa, in sintesi, la ‘formula magica’ che ha consentito al giornalismo statunitense di superare il rito di passaggio dall’analogico al digitale. Un giornalismo che, accanto all’offerta di alta qualità per la quale il lettore è pronto a pagare, ha d’altro canto anche tanti altri contenuti informativi gratuiti offerti da una miriade di siti e blog, sostenuti dalla pubblicità. La differenza in questo caso è che il pubblico non-pagante ottiene prodotti di massa, non segmentati e non curati nei minimi particolari; in sintesi, non tagliati su misura per il singolo utente.

A ognuno la sua notizia
“Si useranno sempre più le piattaforme mobili e l’informazione sarà sempre più ‘on demand’, ciascuno cercherà le informazioni sui temi che gli interessano di più, gli utenti diventeranno sempre più attivi”, ha detto Jeff Bewkes, a capo del colosso dei media Time Warner (che comprende anche Cnn, Time, Fortune, Sport Illustrated). “Negli Stati Uniti c’è una gran parte dei media che sono finanziati dagli abbonamenti, direttamente dai consumatori, i quali pagano l’abbonamento alla televisione, ai servizi di notizie. E la quantità dei soldi che gli americani sono disposti a pagare per questi servizi è stata in costante aumento anche durante la crisi perché la qualità del giornalismo e dell’intrattenimento è cresciuta e perché i contenuti sono stati messi a disposizione su richiesta a pagamento”.

Più opportunità
Si è creato un ecosistema in cui ci sono molte più opportunità rispetto alle sfide. “Molte più opportunità”, osserva il direttore editoriale del New York Times, Dean Baquet, che spiega l’esperienza del suo giornale: “Noi siamo cambiati, abbiamo dato una risposta alle aspettative sempre più alte dei lettori. Quando riusciamo ad essere all’altezza di queste aspettative, allora si aprono grandi opportunità”. 

Qualità totale
Tutta la ‘catena di montaggio’ del giornalismo è investita dalla ricerca della qualità, altrimenti non si ha possibilità di sopravvivere, come conferma il presidente e amministratore delegato del New York Times, Mark Thompson: “La cosa più importante è che, quando fai del giornalismo in un contesto digitale, devi puntare sulla qualità massima, professionisti, reporter, immagini di grande livello, fotogiornalismo, grafica e montaggio. C’è chi pensa che la qualità non sia importante nel digitale ma penso che conti più che mai perché la concorrenza è spietata”.

Gratis non vuol dire buono
Gerard Baker, direttore del Wall Street Journal, è convinto che i giornali tradizionali, nella loro sfida con il digitale, possano battere siti e blog generalisti supportati dalla pubblicità: “E’ una sfida perché la gente pensa di poter ottenere informazioni dovunque, ma è un’opportunità per rafforzare il nostro giornalismo, la qualità del nostro giornalismo, e per dimostrare alla gente che solo un’accurata, obiettiva e onesta rappresentazione dei fatti è l’unica forma di giornalismo a cui dovrebbero essere interessati”.

Il dibattito a Bagnaia
Di innovazione e sperimentazione, partendo dal modello ‘made in Usa’, si sta parlando durante la  nona edizione del convegno 'Crescere tra le righe' a Borgo La Bagnaia, con l'obiettivo di raccogliere visione e strategie di alcuni tra i più grandi gruppi editoriali mondiali,  nel tentativo di trovare modelli di business sostenibili (anche in Italia) nell'epoca di internet.

La lezione di Giorgio Armani
Il convegno, organizzato e promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori  
vede protagonisti i giovani studenti, il mondo dell’editoria, nazionale e internazionale, e le Istituzioni italiane a confronto. Il senso di questa grande sfida per il giornalismo lo ha sintetizzato il Ceo di Time-Warner Bewkes con un esempio tutto italiano: “Il grande Giorgio Armani ha detto che la differenza tra stile e moda è la qualità. Su questo mondo di internet dove tutto è gratis bisogna riflettere: è gratis perché qualcuno ci guadagna, e bisogna chiedersi chi".
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