ITALIA
Decisive testimonianze di due persone del luogo
Incendio Sarno per una bravata, rintracciata baby gang
Il sindaco: i responsabili dell'accaduto "paghino pene severissime. Non si distrugge la propria terra per uno 'scherzo'"

Le indagini, immediatamente avviate dai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore con il supporto della stazione Carabinieri Forestale di Sarno, infatti, hanno consentito di focalizzare l'attenzione su 6 giovani, 5 dei quali minorenni, già identificati. Le loro posizioni sono rispettivamente al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Salerno (pm Angelo Frattini) e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore.
Gli elementi allo stato raccolti, derivanti da rilievi tecnici effettuati sul territorio, sequestro di cose 'pertinenti' al reato ed assunzione di informazioni, configurano - secondo quanto sostengono gli investigatori - un quadro indiziario significativo in ordine all'effettivo coinvolgimento del gruppo di giovani nell'origine dell'incendio. Decisive, a quanto risulta, anche le testimonianze di due persone del luogo che avrebbero visto questa banda di ragazzini aggirarsi nella zona.
Le responsabilità individuali sono tuttora oggetto di verifica al pari del movente, anche se l'ipotesi della bravata è quella accreditata in primis. Le fiamme, che avevano lambito il centro abitato, avevano portato il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora ad ordinare l'evacuazione precauzionale di circa 200 abitanti, le cui abitazioni erano esposte a rischio, nonché la chiusura degli istituti scolastici per la giornata di ieri.
Il sindaco, infatti, in via precauzionale, venerdì sera, aveva chiesto ai cittadini residenti a ridosso della zona pedemontana, interessata dall'incendio del Saretto, di lasciare obbligatoriamente le proprie case e recarsi presso le abitazioni di familiari e di amici, o in alternativa presso l'Istituto Baccelli in via Matteotti, dove hanno potuto trascorrere la notte al sicuro. Il primo cittadino ha anche chiesto l'intervento dell'Esercito per pattugliare le zone pedemontane in questo periodo e presenterà un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere lo stato di calamità naturale in quanto il 90% della pineta è andata distrutta. Oggi, dopo giorni convulsi e difficili, ha chiesto che i responsabili dell'accaduto "paghino pene severissime. Non si distrugge la propria terra per uno 'scherzo'".