Coronavirus
Sentiti parenti e operatori
Indagini sulle Rsa di Milano. Ascoltati funzionari Ats e della Regione
La procura ha aperto oltre 20 inchieste per epidemia e omicidio colposi sulle residenze milanesi. Tra queste anche il Pio Albergo Trivulzio

Le testimonianze a verbale, si è saputo, sono state raccolte la scorsa settimana, quando sono stati ascoltati come 'sommarie informazioni testimoniali' anche alcuni parenti e operatori, anche del Pat, che si sono presentati spontaneamente per le audizioni. Già sui media nelle scorse settimane alcuni lavoratori, anche del Trivulzio, avevano parlato della carenza di mascherine e di "minacce se le usavamo".
Probabilmente a partire da domani e poi nei giorni successivi si terranno le audizioni 'sistematiche' dei testimoni, in particolare parenti di ospiti delle Rsa e operatori sanitari, con le convocazioni negli uffici della polizia giudiziaria di Milano di via Pace. Per consentire che le deposizioni avvengano con la massima sicurezza, vengono allestite negli uffici speciali postazioni per garantire le distanze e la tutela della salute, anche con divisori di plexiglas trasparenti. La scorsa settimana, intanto, le prime audizioni di funzionari, familiari di vittime e operatori si sono svolte, in particolare, davanti agli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf.
Gli investigatori, nel frattempo, hanno catalogato e stanno analizzando l'enorme mole di documenti, tra cui centinaia di cartelle cliniche, raccolti durante le perquisizioni in serie nelle strutture e nel corso delle acquisizioni negli uffici dell'Ats e della Regione.
Al centro delle indagini milanesi, oltre alle centinaia di morti, ci sono le direttive sull'uso di dispositivi di protezione individuali, la loro carenza, i capitoli dei tamponi non effettuati e degli ingressi dei parenti fino ai primi giorni di marzo. E ancora il trasferimento dei pazienti Covid dagli ospedali nelle Rsa, in base alla delibera regionale dell'8 marzo, il Trivulzio fece da "centrale" di smistamento, la presunta "commistione" negli stessi reparti tra pazienti e anziani e anche le mancate ospedalizzazioni di ospiti che venivano curati nelle strutture e non trasferiti nei pronto soccorso, sulla base di una delibera del 30 marzo.