MONDO
La storia
L'infermiera di Msf e l'amicizia con Momodu, il piccolo malato guarito dall'Ebola con i colori
Alessia Arcangeli è un'infermiera che ha lavorato a Monrovia, Liberia, in uno dei più grandi centri di Msf. Racconta il suo legame speciale con Momodu, un ragazzino molto coraggioso

"Il mio collega, il dottor Dan, medico statunitense, mi spiega che Momodu - continua l'infermiera - è arrivato già da qualche giorno. Ha perso la sua famiglia e appena giunto era molto debole, tanto da non riuscire ad alzarsi dal letto. Ma sta reagendo grazie alle attenzioni dei pazienti più forti che lo aiutano a bere e a mangiare e grazie al nostro supporto. Prima di partire, nel mio zaino, oltre al parmigiano, ai tarallucci e alla cioccolata, avevo messo anche diversi blocchi di carta per disegnare e tanti colori: gessetti, pennarelli, matite e colori a cera. Ne regalo alcuni a Momodu, sperando che disegno e colori possano ridargli un pò di allegria".
Combattendo l'ebola con i colori
"Il giorno dopo, appena entrata nella 'zona ad alto rischio', vado prima di tutto da Momodu per salutarlo - ricorda Alessia - Sta seduto come sempre con gli altri bambini; gli chiedo se ha disegnato o scritto qualcosa. Si alza dalla sua sedia e, tenendosi con una mano i pantaloni troppo grandi per la sua misura, mi chiede di seguirlo. Arrivati al suo letto, prende il blocco da disegno e mi mostra quello che ha creato in 24 ore. Rimango stupita: la bandiera liberiana, la sua casa, la sua famiglia, automobili, aerei! Disegni con un significato profondo e una tecnica impeccabile per un bambino di 10 anni".
Un bimbo molto coraggioso
Il disegno diventa l'attività preminente di Momodu durante la sua permanenza nel nostro Centro e probabilmente anche ciò che l'ha distratto da tanto dolore e sofferenza. "E finalmente un giorno Momodu guarisce: il suo test è negativo per la nostra e la sua immensa gioia. Il giorno della dimissione di Momodu è stato uno dei momenti più emozionanti della mia missione a Monrovia - sottolinea l'infermiera - Lo abbiamo accolto dall'altra parte della finestra con applausi, grida di gioia e regali. Tra i regali anche i suoi disegni plastificati".
"Quando Momodu si è avviato insieme alla nostra assistente sociale verso l'uscita - conclude - ho provato una sorta di tenerezza di fronte a quelle spalle così piccole che, però, erano riuscite a sopportare una fatica e un dolore così grande. Facciamo tutti il tifo per lui e ci auguriamo che possa avere un futuro in un paese come la Liberia, dove i bambini attualmente non possono andare a scuola".