MONDO
A tre anni dal ritiro delle truppe
Iraq, i marines sul monte Sinjar. "Rapiti 100 yazidi"
Oltre cento soldati statunitensi in aiuto i profughi yazidi. Il Regno Unito ha fornito supporto di intelligence con le forze Sas. La Cnn: "Rapiti cento yazidi, donne e bambini". Ancora attentati a Baghdad: 16 i morti. Convocato per ferragosto consiglio degli Esteri straordinario Ue.

US ground troops land on Iraq's Mt Sinjar to evacuate trapped Yazidis http://t.co/ncyZBcR6WR
— Guardian news (@guardiannews) August 13, 2014Intanto c'è un'altra emergenza: la Cnn ha confermato quella che da giorni era una notizia non certa: il rapimento di cento yazidi, tutte donne e bambini. Lo ha detto al network americano un alto responsabile dello Stato Islamico (Isis): gli yazidi sono stati rapiti una settimana fa a Sinjar, quando i combattenti sono entrati, "uccidendo un alto numero di uomini". "Posso confermare che sono stati portati a Mosul e li convertiremo all'islam", ha aggiunto.
E nel Paese la situazione si aggrava: oltre all'avanzata degli jihadisti dello Stato Islamico (Isis) si affianca la crisi politica, in scena a Baghdad. Altre due autobomba sono esplose nel pomeriggio nella capitale provocando 10 morti e 26 feriti. Sono così 16 le vittime e 46 i feriti solo per mercoledì. Intanto dalla tv pubblica il premier Nuri al Maliki grida alla violazione della Costituzione e fa sapere che non si dimetterà.
L'Alto Rappresentante Ue Catherine Ashton intanto ha convocato per il 15 agosto il consiglio degli Esteri straordinario Ue. Sul tavolo oltre alla crisi in Iraq anche Gaza e Libia. Mentre dagli Stati Uniti la Casa Bianca fa sapere che sta valutando una missione internazionale per salvare i rifugiati yazidi. L'operazione metterebbe le truppe americane a confronto diretto con i combattenti. Dal consiglio Esteri Ue convocato per venerdì su Iraq, Libia e Gaza "deve uscire non solo una dichiarazione di principio condivisa su tutti e tre gli scenari di crisi, ma una decisione su un'azione comune forte e coordinata" ha detto in una nota il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. "È questo l'obiettivo per cui abbiamo insistito sulla necessità di convocare subito un Consiglio Affari Esteri" ha aggiunto Mogherini.
Intanto dopo gli Usa, l'Iran e l'Arabia Saudita, anche il Qatar e il Kuwait hanno dato il loro benestare alla formazione di un nuovo governo di riconciliazione nazionale in Iraq. Ma il premier ancora in carica Nuri al Maliki cerca di resistere, denunciando una "violazione della Costituzione" e accusando gli Stati Uniti di essersene resi complici.