MONDO
Raid Usa in Iraq e Siria
Isis, in Iraq gli Usa catturano il capo della unità chimica. Ucciso 'ministro Difesa' Daesh
Il Pentagono ha riferito che il 'ministro della Difesa' dell'Isis Omar al Shishani è "probabilmente rimasto ucciso" nel bombardamento di un drone americano sul nord-est della Siria

L'agenzia americana cita due responsabili dei servizi segreti iracheni secondo i quali l'uomo catturato dagli agenti americani sarebbe il responsabile per le armi chimiche dell'Isis. L'alto ufficiale jihadista è stato catturato in un'operazione a febbraio, ma la sua identità non era ancora stata resa nota. Le due fonti identificano ora l'uomo come Sleiman Daoud Al-Afari, che avrebbe circa 50 anni, e avrebbe lavorato ai tempi del regime di Saddam Hussein per un settore delle forze armate specializzato nella ricerca di armi chimiche e biologiche.
L'amministrazione del presidente americano Barack Obama ha avviato dal dicembre scorso una nuova strategia contro lo Stato Islamico che prevede operazioni di forze speciali nei territori da esso controllati per catturare o uccidere comandanti militari del 'Califfato'.
Il Pentagono intanto ha riferito che il 'ministro della Difesa' dell'Isis, Omar al Shishani, è "probabilmente rimasto ucciso" nel bombardamento di un drone americano sul nord-est della Siria, insieme ad altri 12 combattenti jihadisti. Il bombardamento è avvenuto il 4 marzo e i risultati sono ancora oggetto di verifiche.
La Coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa nelle scorse ore ha lanciato 17 attacchi aerei contro l'isis in Siria e in Iraq, puntando all'infrastruttura petrolifera e del gas dello Stato Islamico, nonché alle unità tattiche e alle postazioni di mortai, secondo quanto ha riferito la Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve (CJTF-OIR). Nel primo paese sono stati condotti sei raid, mentre nel secondo undici. In Siria le sortite hanno coinvolto tre città, tra cui Dayr Az Zawr (dove è stata distrutta una raffineria modulare di greggio e un impianto di processazione del gas) e Mara, in cui sono state distrutte unità tattiche e postazioni di fuoco. In Iraq, invece, le città coinvolte sono state cinque, tra cui Mosul e Ramadi. Colpiti in questo caso numerosi veicoli, postazioni e aree in cui si erano riuniti i jihadisti.