ECONOMIA
Ma il Pil 2013 non cambia: -1,9%. Migliora la pressione fiscale
Istat.Conti pubblici.Nuovo Pil 2013 al 3,8% migliora deficit e debito.Buone notizie anche per fisco
Il dato sulla crescita non cambia, ma è ossigeno il miglioramento del rapporto deficit/Pil nel 2013 pari al 2,8% e di quello debito/Pil 2013 da 132,6% a 127,9%. Buone notizie anche per il rispetto dei impegni assunti in Europa

Con il nuovo sistema di calcolo - che comprende per esempio corruzione, mercato nero e altri introiti illegali - il rapporto deficit/Pil è risultato nel 2013 pari al 2,8%. Il miglioramento è evidente rispetto alla stima pubblicata in aprile che era pari a un disavanzo del 3,0%. Dato, questo, più che buono per il governo Renzi che ora potrà parlare con Bruxelles a cuor più leggero e portando un dato sicuramente positivo.
L'Istat prevede che l'avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) espresso in rapporto al Pil risulta ora del 2,0%, con una revisione al ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto alla stima col vecchio metodo di calcolo.
Buoni numeri anche sul fronte del debito pubblico: quello 2013, ricalcolato dall'Istat, si attesta al 127,9% del Pil dal 132,6% calcolato secondo il vecchio sistema.
Bene anche per la pressione fiscale: nel 2013 è stata rivista in giù di 0,5 punti percentuali, passando dal 43,8% al 43,3%. Rispetto al nuovo livello del 2012, pari al 43,2%, la pressione fiscale risulta in aumento frazionale.
I tassi di variazione del Pil per gli anni recenti hanno subito invece, spiega l'istat, revisioni molto contenute. In particolare, il tasso di variazione del pil in volume del 2013 è risultato identico a quello stimato a marzo 2014; quello relativo al 2012 è stato rivisto al rialzo da -2,4% a -2,3%.