ECONOMIA
Lavoro, cambiamenti pandemia lasceranno segno
Italia, tra due anni solo 2 dipendenti su 5 in presenza
La cosiddetta modalità ibrida resterà diffusa. I dati dalla ricerca Benefit Trends Survey su un campione di 155.000 lavoratori

I dati
Nel 2019 prima del Covid-19, ben l'82% lavorava in ufficio, mentre erano soltanto il 12% i lavoratori che si alternavano casa e ufficio, ed il 6% in remoto. Oggi sono rispettivamente 31% e 38%, con un balzo in entrambe le categorie, ed il fenomeno sembra - secondo lo studio Benefit Trends Survey - destinato a consolidarsi.
Anche gli accordi di lavoro futuri rifletteranno questo nuovo quadro: il 26% delle aziende si attende che i dipendenti lavoreranno in alternanza tra luogo di lavoro e lavoro agile, ed il 33% più da casa che non da ufficio. Sette aziende su dieci (il 71%): progettano di consentire un pieno ritorno in ufficio - ma su base volontaria - entro la fine dell'anno, mentre il 47% non sono ancora sicure di quando termineranno i protocolli anti-Covid e solo un 10% prevede di fermarli prima del 2022.
Orlando: "Entro ottobre tavolo su Smart Working"
Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alla Settimana Sociale dei cattolici ha comunicato che è stato avviato il confronto con le parti sociali per un accordo quadro sul lavoro agile. "Entro fine mese convocherò un tavolo largo per ragionare su accordo quadro". I punti focali secondo il ministro sono: quale è il livello di sicurezza di quello che diventa il luogo di lavoro, come si garantisce il "diritto alla disconnessione", e come si garantiscono i dati. "Il dialogo sociale cominci a definire i paletti, dove è necessario: intervenga la legislazione"