ECONOMIA
Crollo dei contratti di lavoro, -239mila rispetto all'anno passato
I settori più colpiti sono la ristorazione e l'alloggio

È il comparto dell'alloggio e ristorazione a far registrare la perdita più significativa di posizioni (-99 mila al 31 marzo) su cui hanno pesato in modo particolare le mancate attivazioni (e in particolare quelle relative al lavoro a tempo determinato), così come anche nell'ambito delle costruzioni (-21 mila). Nelle attività professionali afferenti al noleggio e servizi alle imprese la contrazione delle posizioni (-20 mila) è invece da imputare al numero crescente delle cessazioni, particolarmente elevate in concomitanza dei provvedimenti normativi. Nel settore sanitario le posizioni lavorative si sono mantenute su valori positivi e costanti soprattutto grazie alle nuove attivazioni che hanno continuato, nel periodo, a compensare le cessazioni. Segno decisamente positivo per i servizi alle famiglie che, soprattutto a ridosso dell'adozione del Dpcm del 9 marzo, che ha disposto anche la sospensione delle attività scolastiche e formative, hanno registrato fino al 31 marzo una crescita continua e progressiva.