POLITICA
No ai capilista bloccati e alle pluricandidature
Legge elettorale. Ok Commissione a riduzione collegi uninominali
L'emendamento riduce a 225 i collegi uninominali che saranno assegnati con il maggioritario. E fissa in 28 il numero delle circoscrizioni elettorali proporzionali. Rosato ha annunciato che è allo studio uno strumento per andare incontro ai partiti più piccoli

Primi Sì a #riformaelettorale, a piccoli passi una legge seria, giusta e rispettosa di tante differenze. Grazie a @Deputatipd I Commissione
— Ettore Rosato (@Ettore_Rosato) 4 giugno 2017
Ma l'accordo si spinge oltre il perimetro apparso per la prima volta ieri con il parere favorevole del relatore Emanuele Fiano al subemendamento a prima firma Alan Ferrari (Pd). Scompaiono infatti le pluricandidature e i capilista bloccati, due punti sui quali avevano insistito molto anche Gianni Cuperlo e Andrea Orlando e l'area del Pd che a loro fa riferimento. Il punto di caduta raggiunto quindi riappacifica il Partito democratico in un momento in cui è importante che l'unità interna prevalga in vista delle amministrative di domenica prossima.
Scontenti invece Fratelli d'Italia e Articolo1-Mdp che hanno chiesto - e ottenuto - del tempo per una riflessione tecnica perché sostengono che siano cambiate le dimensioni demografiche dei collegi. Fdi inoltre spinge perché le pluricandidature non siano eliminate e sostiene che "l'accordo a 4" sia per ora soltanto sul numero dei collegi. Parere diverso da quello del capogruppo Pd Ettore Rosato che in apertura di seduta alle 11 ha annunciato: "L'intesa raggiunta tra quattro forze politiche che non si amano è un risultato politico straordinario e prevede alcune modifiche: la parità di genere sui capilista donne e nei collegi, norme per semplificare la raccolta delle firme, stop a pluricandidature e capilista bloccati, no voto disgiunto".
Inoltre Rosato ha annunciato che è allo studio uno strumento per andare incontro ai partiti più piccoli: "C'è un emendamento che prevede che, nel caso non si vinca nessun collegio, prima di far scattare il listino del proporzionale, si fa scattare il miglior perdente: i più piccoli non avrebbero così la lista bloccata". Una soluzione che però non convince Ignazio La Russa che rivolge un appello al garante del M5S per le pluricandidature: "Grillo ha subito un abbaglio, per i partiti medio-piccoli le pluricandidature non garantiscono qualcuno a scapito di altri, ma danno all'elettore la possibilità di scegliere l'eletto".