MONDO
Personale diplomatico trasferito in Tunisia
Libia nel caos, gli Usa chiudono l'ambasciata e invitano gli americani a lasciare subito il Paese
Chiusa l'ambasciata per gli scontri tra milizie avverse. Il dipartimento di Stato Usa sconsiglia i viaggi in LIbia ed esorta tutti i cittadini a lasciare immediatamente il Paese

non è chiusa ma che ha "sospeso" le sue attivita'.
Come nel 2011
Per la seconda volta in tre anni Washington è costretta a chiudere la sua ambasciata a Tripoli: sospesi tutti i servizi consolari, il personale trasferito al sicuro nella vicina Tunisia. L'ufficio sarà riaperto solo quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Ma l'america teme anche di ripetere l'errore che nel settembre 2012 costò la vita all'ambasciatore Usa Chris Stevens e a tre connazionali, uccisi nell'attacco alla sede diplomatica americana a Bengasi, in Cirenaica.
Scontri all'aeroporto
I combattimenti più forti sono attorno all'aeroporto. Tripoli è divisa, contesa tra le milizie di Zintan - che da settimane hanno preso il controllo dello scalo aereo - e le milizie di Misurata, che occupano diversi punti strategici nei quartierei orientali della capitale.
Diplomatici via da Tripoli
E' la lotta per il potere nella Libia post Gheddafi, dove la politica non trova un accordo per gestire riforme, posti di lavoro pubblici e gli immensi proventi del petrolio. I governi si susseguono, i primi ministri venogno nominati e immediatamente sfiduciati, in alcuni casi anche sequestrati - per poche ore - dalle milizie che sono armate fino ai denti, dettano legge e agiscono nell'impunità più totale. Il dipartimento di stato esorta tutti i cittadini americani in LIbia a lasciare immediatamente il Paese. I viaggi in Libia sono da considerarsi inooportuni e pericolosi.
Elezioni e violenza
I risultati delle elezioni parlamentari, tenutesi a fine giugno, non hanno fatto che peggiorare le cose: la vittoria dei moderati liberali "laici" sugli islamisti ha allarmato i miliziani. I capi vedono nell'islam rigoroso una maniera di consolidare il proprio controllo della popolazione e dato il via alle violenze. Solo la metà degli aventi diritto si è registrata e ha votato: la nuova assemblea rappresentativa, che avrà sede a Bengasi, è già priva di legittimazione. La chiusura dell'Ambasciata ameriacna è solo l'ultimo grave segnale di una situazione che si deteriora di settimana in settimana: dopo la caduta del suo dittatore, la Libia sembra aver abbandonato la strada della democrazia per imboccare quella del caos.