ITALIA
Memoria della deportazione dalla stazione di Milano
Liliana Segre al memoriale della Shoah:" L'indifferenza porta alla violenza"
"Quando ci hanno spinto nei vagoni e sigillati ognuno piangeva con le lacrime dell'altro. Il giorno dopo ero già una ragazza vecchia che cercava di non sentire e non vedere"

"Quando i violenti erano aiutati dai fascisti ci guardavamo intorno e sentivamo le urla e le grida in italiano. Erano i nostri fratelli - ha aggiunto -. Quando ci hanno spinto nei vagoni e sigillati ognuno piangeva con le lacrime dell'altro. Il giorno dopo ero già una ragazza vecchia che cercava di non sentire e non vedere. Cominciavo a cercare di sottrarmi alla disperazione e cercavo di avere quella forza che hanno gli adolescenti, che sono fortissimi e possono cambiare il destino loro e dei loro genitori spesso deboli".
"Eravamo vitelli verso il mattatoio, merci, eravamo già pezzi", ha detto la senatrice Liliana Segre, oggi a Milano, al Memoriale della Shoah, per ricordare la deportazione del 30 gennaio 1944."Quei vagoni su cui viaggiammo non sono folckloristici come qualcuno ha detto, ma tragici - ha affermato - Nel caso del mio trasporto eravamo 600 persone, molti camion partiti da San Vittore".