Coronavirus
Follie da pandemia
Londra: aggredita a sputi, bigliettaia di Victoria Station muore di Covid
Primo caso noto in Gran Bretagna, ora è polemica e caccia all'untore infetto

L'episodio era avvenuto a marzo e aveva visto la donna presa di mira assieme a una collega. Non il primo misfatto del genere, nel Regno Unito e nel resto del mondo, contro lavoratori di servizi essenziali impegnati in prima linea sulla trincea dell'emergenza coronavirus, ma uno dei primi noti conclusosi con la morte della vittima.
Nel giro di pochi giorni sia Mujinga che la collega si erano ammalate. Poi Belly - che fra l'altro apparteneva a una delle minoranze etniche più duramente colpite dalla pandemia - cominciato ad accusare gravi problemi respiratori ed è stata ricoverata al Barnet Hospital in terapia intensiva. Ma non è bastato: è morta il 5 aprile, come reso pubblico adesso dal sindacato a cui era iscritta, la Transport Salaried Staffs Association (Tssa).
Il fatto è stato denunciato nel frattempo alla polizia ferroviaria, che ha avviato una indagine per tentare di risalire all'aggressore. Mentre la polemica sulla sicurezza dei lavoratori torna a montare. "Prima di pensare all'alleggerimentodel lockdown, il governo dovrebbe assicurare che venganoadottate le giuste precauzioni e protezioni", ha accusato in una nota Manuel Cortes, segretario generale di Tssa, all'indomani della presentazione in Parlamento da parte del premier conservatore Boris Johnson di un piano, seppur cauto, verso la fase 2 che mira a incoraggiare un parziale ritorno al lavoro di alcune categorie. Piano a cui occorre premettere tutele maggiori per la working class, ha ammonito Cortes, "affinché non vadano perdute altre vite umane".