POLITICA
Spadafora: "Conte ci ha divisi, chi esce lasci gli incarichi"
M5s. Crimi indice voto per Comitato direttivo su nuova piattaforma
Critico l'avvocato Borrè: "Voto su Rosseau o sarà raffica di ricorsi". Intanto Di Maio e Conte proseguono nella difficile mediazione

Il regolamento per l’elezione del nuovo organismo composto da cinque persone sbarra la strada a Giuseppe Conte. Prevede infatti che chi voglia candidarsi debba essere non solo iscritto al M5s "entro il 30 giugno del 2020", praticamente un anno fa, ma impone di accettare "lo Statuto e il Codice Etico dell’Associazione MoVimento 5 Stelle" e di condividerne "totalmente il loro contenuto". Ovviamente l’ex premier non aveva prima e non ha interesse ora a candidarsi per il comitato, visto che al massimo lui sarebbe stato il nuovo capo politico.
Dopo l'annuncio di Crimi, arrivano le prime reazioni. "Rubrica 'chiedo per un amico'. Gli associati che si sono iscritti (tutti) attraverso un altro sito, come fanno a sapere che movimento5stelle.eu, è il 'sito del movimento', su cui - a norma di statuto - deve essere pubblicato l'avviso di convocazione delle consultazioni? Ah, saperlo". Lo scrive su Facebook l'avvocato Lorenzo Borrè, che assiste diversi esponenti ex Cinquestelle e di recente ha vinto la battaglia legale per la cancellazione dell'espulsione della consigliera regionale sarda, Carla Cuccu, con relativo reintegro nel gruppo consiliare pentastellato. Poi Borrè avverte: "Voto su Rosseau o sarà raffica di ricorsi".
C'è ancora intanto una flebile speranza di evitare una dolorosa scissione del M5S, dopo lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari di primo piano, infatti, la mediazione che stanno portando avanti con pazienza e costanza Luigi Di Maio e Roberto Fico, prosegue e produce effetti, quantomeno quello di mettere in stand by la spaccatura dei gruppi. Non solo, perché filtra ottimismo anche sul voto per l'elezione del Comitato direttivo, nonostante le procedure siano state avviate da Vito Crimi, proprio su indicazione del garante.
Il lavoro di queste ore è per mettere in 'ghiacciaia' anche la consultazione degli iscritti, tentando nel frattempo di riportare la calma e provare a riannodare i fili di un dialogo che resta difficile, ma - viene descritto da ambienti pentastellati - non impossibile. In questo quadro, molto importante appare la richiesta dei gruppi di poter finalmente leggere lo Statuto e la Carta dei valori preparati da Conte in questi mesi, con conseguenti incontri (separati) sia con lui che con Grillo. Istanza che è stata accolta sia dal garante che dall'ex presidente del Consiglio.
Raggi: "Tutto si può ricomporre"
"Secondo me tutto si può ricomporre", Beppe Grillo e Giuseppe Conte "sono due persone ragionevoli". Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ad 'Agorà estate', su Rai3, parlando della crisi interna al M5S, dopo lo scontro tra il garante e l'ex premier.
Giarrusso: "No gioco della torre, Grillo e Conte imprescindibili"
"Non partecipo al gioco della torre, sono dalla parte degli attivisti, cerco di mediare. Credo ci sia posto per entrambi, sono due figure imprescindibili. Abbiamo una responsabilità come forza politica, dobbiamo trovare un accordo". Lo dice l'europarlamentare M5S, Dino Giarrusso, ad 'Agorà estate', parlando della crisi interna ai Cinquestelle, dopo lo scontro Grillo-Conte.
"Non partecipo al gioco della torre, sono dalla parte degli attivisti, cerco di mediare. Credo ci sia posto per entrambi, sono due figure imprescindibili. Abbiamo una responsabilità come forza politica, dobbiamo trovare un accordo." @DinoGiarrusso #agoraestate #2luglio pic.twitter.com/QAA9Der3VE
— Agorà (@agorarai) July 2, 2021
Spadafora: "Conte ci ha divisi, chi esce lasci gli incarichi"
"Conte è stato un ottimo presidente, apprezzato in Italia e all'estero, ha accompagnato il Paese nel momento più difficile con prudenza e saggezza. Fare il leader politico, però, è un altro mestiere". Lo dice Vincenzo Spadafora, deputato M5S, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Secondo l'ex ministro dello Sport, Conte negli ultimi quattro mesi "ha impostato male il piano politico. Ci ha diviso decidendo di incontrare solo alcuni, senza un processo ampio di partecipazione democratica della base, ma anche del gruppo alla Camera. Non sapere cosa stesse accadendo - sottolinea - ha alimentato solo confusione".
E a chi gli chiede quanti parlamentari sarebbero disposti a seguire l'ex premier se quest'ultimo fondasse un suo partito, Spadafora risponde: "Già in passato ex presidenti del Consiglio hanno pensato che la popolarità bastasse a fondare un partito. Non è mai andata bene. I partiti nati in Parlamento sono storicamente morti con le elezioni. Se si arriverà ad una divisione sarà una scelta non facile, anche perché chi esce dovrebbe per decenza dimettersi dai propri incarichi".