ECONOMIA
Pubblico impiego
Pubblica amministrazione, parte la mobilità: 1.000 posti negli uffici giudiziari
Dà il via all'operazione il ministro Madia: "Priorità ai lavoratori delle province". Scetticismo dei sindacati: "Serve confronto". E si preparano a manifestare a Roma

I dubbi della Camusso
E rivolta alla Madia pone un interrogativo, sempre con un tweet: "Scusa ministra, ma i tirocinanti della Giustizia...non avevi promesso: nessuno perderà il posto di lavoro?". Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, invece si chiede: "Come si pensa di applicare la mobilità senza un confronto con le parti sociali e i diretti interessati?". Sulla stessa linea il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, secondo cui "il problema della riorganizzazione della Pubblica amministrazione non si risolve con gli annunci mediatici". Il bando per 1.031 posti a tempo indeterminato, full-time, in tutta Italia, si va da Trento a Catania, era atteso e con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale "l'esodo" può partire. Si tratta di mobilità volontaria ma per i dipendenti delle province è la chance per non finire nelle eccedenze.
Operazione senza precedenti
Un'operazione così massiccia di trasferimenti da un comparto all'altro della P.a. non si vedeva da molto, probabilmente, in termini numerici, è la più grossa mai fatta in un colpo solo, almeno guardando alle statistiche dell'Aran. L'ultimo aggiornamento, riferito al 2012, parla infatti di appena 2.495 trasferimenti da un'amministrazione all'altra complessivamente nell'arco di un anno. Fa domanda per spostarsi quindi lo 0,08% del totale dei lavoratori pubblici. Dati che ricalcano lo stereotipo del travet immobile, fedele al suo ufficio dall'inizio alla fine della sua carriera. Ora però si tenta un cambiamento e l'avviso di mobilità volontaria per colmare i vuoti di personale sul fronte giustizia dovrebbe essere solo un assaggio di ciò che sarà quando scatterà la mobilità obbligatoria, prevista dal dl Madia e in fase di attuazione.
Sindacati pronti a manifestare
I lavoratori delle province a rischio dopo la riforma Delrio e i tagli stabiliti dall'ultima manovra probabilmente non si lasceranno scappare l'occasione e faranno richiesta per uno dei posti da funzionario giudiziario, cancelliere o direttore amministrativo. Per il responsabile Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, non tutto è però chiaro: "Sull'avviso di mobilità continua a non esserci scritto che una priorità è riconosciuta ai lavoratori delle province e comunque il meccanismo non funzionerebbe se le province devono dare alle amministrazioni che assorbono il personale il 50% del trattamento economico dei dipendenti trasferiti". Ecco perché gli impiegati provinciali della Fp Cgil intendono manifestare davanti alle prefetture e con un sit-in a piazza Montecitorio.