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Accorato appello del Pontefice all'Angelus
Migranti Sea Watch e Sea Eye. Papa ai leader europei: "Dimostrate concreta solidarietà"
Bisogna prendersi cura "di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. È preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuità!", sottolinea il Santo Padre in un passaggio dell'omelia durante la messa solenne per l'Epifania celebrata a San Pietro

"Seguire luci del potere non significa servire Vangelo"
"Quante volte abbiamo inseguito i seducenti bagliori del potere e della ribalta, convinti di rendere un buon servizio al Vangelo! Ma così abbiamo girato le luci dalla parte sbagliata, perchè Dio non era lì. La sua luce gentile risplende nell'amore umile". Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata in occasione dell'Epifania.
Dio "venuto per tutti: ogni nazione, lingua e popolazione è da Lui accolta e amata" ma non è salito "alla ribalta del mondo per manifestarsi", "ecco la sorpresa", ha aggiunto il pontefice. "La luce di Dio - ha proseguito il Papa - non va da chi splende di luce propria. Dio si propone, non si impone; illumina, ma non abbaglia. E' sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo".
"Prendersi cura di chi resta inidetro, donare a chi non ha da restituire"
Bisogna prendersi cura "di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. È preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuità!". A sottolinearlo è Papa Francesco, in un altro passaggio dell'omelia.
Bergoglio affronta il tema del dono, ricordando i Magi che portano a Gesù oro, incenso e mirra e spiegandone il significato . "Ci chiediamo: a Natale abbiamo portato qualche dono a Gesù, per la sua festa, o ci siamo scambiati regali solo tra di noi? Se siamo andati dal Signore a mani vuote, oggi possiamo rimediare - osserva il Papa - Il Vangelo riporta infatti, per così dire, una piccola lista-regali: oro, incenso e mirra. L'oro, ritenuto l'elemento più prezioso, ricorda che a Dio va dato il primo posto. Va adorato. Ma per farlo bisogna privare sé stessi del primo posto e credersi bisognosi, non autosufficienti".
"Ecco allora l'incenso, a simboleggiare la relazione col Signore, la preghiera, che come profumo sale a Dio. Ma, come l'incenso per profumare deve bruciare, così per la preghiera occorre 'bruciare' un po' di tempo, spenderlo per il Signore. E farlo davvero, non solo a parole", ammonisce.
"A proposito di fatti, ecco la mirra, unguento che verrà utilizzato per avvolgere con amore il corpo di Gesù deposto dalla croce. Il Signore gradisce che ci prendiamo cura dei corpi provati dalla sofferenza, della sua carne più debole, di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio", ribadisce Francesco, e conclude: "In questo tempo di Natale che volge al termine, non perdiamo l'occasione per fare un bel regalo al nostro Re, venuto per tutti non sui palcoscenici fastosi del mondo, ma nella povertà luminosa di Betlemme. Se lo faremo la sua luce risplenderà su di noi".
L'annuncio della Pasqua 2019. Sarà il 21 aprile
Nel corso della liturgia presieduta da Papa Francesco in San Pietro è stata annunciata la data della Pasqua 2019, che sarà il 21 aprile, e quelle delle principali feste liturgiche di quest'anno. "Dalla Pasqua - ha letto un diacono - scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo. L'Ascensione del Signore, il 2 giugno. La Pentecoste, il 9 giugno. La prima domenica di Avvento, il primo dicembre".