MONDO
Come sarà il futuro del Paese?
L'Afghanistan dopo il disimpegno delle forze occidentali
Quali scenari si profilano dal 2014, sia sul piano internazionale che su quello interno. Intervista a Germano Dottori, docente di Analisi strategiche alla Luiss di Roma

Credo che fare un bilancio ora sia prematuro, bisogna vedere quello che succederà tra uno, due, cinque anni. Dal punto di vista operativo, per le forze armate italiane è stata sicuramente la missione piu impegnativa dalla fine della seconda guerra mondiale e si tratta di un test da cui i militari escono molto bene, è una vicenda che resterà come patrimonio del Paese. Quello che succederà all'Afghanistan è tutto da determinare perchè non si tratta di un problema tecnico/operativo che concerne la capacità del paese di far fronte alla sicurezza. Il problema è la politica, se a Kabul non viene instaurato un ordine politico in grado di tenere, non c'è nessun sistema per cui le forze di polizia o un esercito siano in grado di farcela da solo.
E quanto è rischiosa questa transazione politica, alla luce delle presidenziali che si terranno la prossima primavera?
La situazione è molto confusa, quello che si percepisce è il tentavivo di Karzai di accredetarsi come un leader nazionalista che tutela la sovranità del paese e la rilancia in qualche modo, anche per tirare la volata al fratello uno degli undici candidati che si presentareranno alle elezioni, Karzai sta anche cercando di trovare un'intesa con i talebani che potrebbe preludere a qualche forma di coinvolgimento del movimento del mullah Omar nel governo del paese. Tutto questo ha delle ripercussioni politiche straordinarie a seconda delle pieghe che prenderanno gli avvenimenti. Fatico a credere che gli occidentali dopo il 2014 spenderanno risorse militari ed economiche per proteggere un governo di cui fanno parte anche i taleban.
In assenza di un quadro certo, come l'Afghanistan si inserirà sul piano internazioanle? Il referente principale resterà il Pakistan, o Kabul guarderà con più interesse all'Iran?
Storicamente l'Iran è un paese che ha sempre molto contato nella vita politica dell'Afghanistan ma non quanto il Pakistan. E' prevedibile che all'interno dell'Afghanistan i paesi vicini eserciteranno maggiormente la propria influenza su alcune regioni piuttosto che su altre, a causa dei legami storici che sono sempre stati intrattenuti. Immagino l'Iran molto influente nella zona Tagica, ma anche nella parte centrale del Paese dove c'e la minoranza sciita degli Asarà, mentre invece il Pakistan dovrebbe essere in grado di esercitare influenza maggiore nella zona Pasthun. Ma solo in teoria, perchè esiste anche un nazionalismo Pasthun afghano che si proietta all'interno del Pakistan, per cui è una relazione molto dificile quella che si sviluppa a cavallo della linea Durand (il confine tra Pakistan e Afghanistan), ma anche in questo caso l'esito è del tutto imprevedibile. La mia impressione è che dietro la volontà degli americani di ridurre la loro esposizione in Afghanistan, c'è anche la constatazione che l'Afghanistan potrà essere stabilizzato meglio se ci pensano le potenze vicine piuttosto che 100mila soldati a stelle e strisce.