TECH
Il ministro della Giustizia tedesco al Financial Times
Berlino a Google: "Rivelaci i tuoi segreti. L'algoritmo dovrebbe essere reso pubblico"
"Google ha un enorme potere su consumatori e mercati e il suo algoritmo dovrebbe essere reso pubblico", ha detto il ministro tedesco Heiko Maas. Dopo lo stop dell'antitrust Ue, che ha rinviato l'accordo per abuso di posizione dominante, altra grana per Mountain View. Ma intanto, i governi mondiali chiedono sempre più al motore di ricerca di rivelare dati personali per indagini criminali

Ora è Berlino a spingere sull’acceleratore e a chiedere a Google di rivelare il suo segreto più custodito: l’algoritmo del motore di ricerca. In un’intervista al Financial Times, il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas ha detto che Google deve essere più ‘trasparente’ sugli algoritmi usati per creare il ranking. “Quando un motore di ricerca ha un tale impatto sullo sviluppo economico, questo è un problema da affrontare”.
Formula segreta
Chiedere a Google di rivelare la ‘formula segreta’ del suo algoritmo equivale a mettere nelle mani dei rivali i segreti dei suoi affari, è l’osservazione di Mountain View. Ma il ministro Maas, che è anche responsabile per la protezione dei consumatori, ha sostenuto che “il potere di Google su consumatori e operatori di mercato è straordinario”. Il mercato del ‘web search’ in Europa è in mano a Google per quasi il 90%, mentre negli Stati Uniti è del 68% circa, afferma il quotidiano economico.
Anche i governi vogliono dati
I dati raccolti da Google fanno gola anche ai governi, per altri motivi. Dati degli
utenti come email e indirizzi Ip, richiesti a Google dai governi mondiali per indagini giudiziarie, sono in costante aumento.
Le richieste, rivela il Report sulla Trasparenza di Mountain View, sono aumentate 150% dal 2009, con una crescita del 15% nella prima metà del 2014. Da gennaio a giugno, le domande ricevute da Google hanno superato quota 30mila e per il 65% di esse l’azienda rivela di aver “fornito alcuni dati”.
In prima linea nelle richieste di dati personali c’è il governo Usa, richieste aumentate del 250% dal 2009, anno della prima pubblicazione del report, e del 19% nel primo semestre di quest'anno. Gli Stati Uniti tra gennaio e giugno hanno presentato 8.211 richieste per citazioni in giudizio e 3.187 per mandati di perquisizione, più un migliaio per varie tipologie di ingiunzione.
In Europa, nel periodo, il numero più alto di domande riguarda la Germania (3.338 richieste) seguita da Francia (3.002), Regno Unito (1.535), Italia (1.108). Fuori dall'Ue si segnalano India (2.794) e Singapore (1.086).