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FIFA 2014

Mondiali

Girone H. Sarà il Belgio la sorpresa del torneo?

Occhi puntati sulla giovane e promettente rosa di Wilmots, al ritorno in Coppa del mondo dopo 12 anni. Ma Algeria, Corea e soprattutto la Russia di Capello saranno ossi duri

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Belgio
Dodici anni, un'eternità. Tanto tempo è trascorso dall'ultima apparizione a un Mondiale dei Diavoli Rossi, tanto da lasciare il tempo di maturare un'irresistibile voglia di rivincita. Con il campioncino Hazard e una squadra di ottimi elementi, finiti in un girone equilibrato, i belgi di Marc Wilmots possono guardare agli ottavi e oltre. Era il 2002, mondiali di Corea-Giappone, e un buon Belgio si ritrovò agli ottavi dopo aver giocato un bel girone e fu battuto dai futuri campioni del Brasile. Un 2-0 che ancora scotta, soprattutto a due che fanno parte anche di questa spedizione, dodici anni dopo: Daniel Van Buyten, 36 anni, pilastro del Bayern e Wilmots. Non solo, infatti, il ct era in campo quel giorno, ma a lui fu annullato un gol regolare nel primo tempo e il buon Marc se l'è legata al dito. Otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta, diciotto gol segnati e soltanto quattro subiti, sono un ruolino di marcia che pochi possono vantare nelle qualificazioni mondiali, e in un girone ostico, con Croazia, Serbia e Scozia. Wilmots, salito in panchina nel 2012, ha scelto il collettivo, la solidità della squadra, sacrificando, quando serve, sprazzi di genialità all'imperativo del bene comune. La ricetta Wilmots è riuscita a creare l'amalgama fra giocatori affermati come Kompany e Fellaini e i ragazzini della nidiata d'oro guidata da Hazard ma ricca anche del portiere Courtois e del centrocampista De Bruyne. Nonostante "nonno" Van Buyten, la media della squadra è di 24 anni e l'impressione è che guardi al Mondiale ma, in prospettiva, anche agli Europei che si giocheranno tra due anni vicino a casa, in Francia. Unica vera brutta notizia di questi ultimi tempi, l'infortunio grave al cannoniere dell'Aston Villa, Christian Benteke, rottura del tendine d'Achille che l'ha tenuto fuori dal Mondiale.

Algeria
Una qualificazione ai Mondiali strappata agli spareggi contro il Burkina Faso, precedenti per nulla esaltanti eppure l'Algeria è in festa. Le Volpi del deserto, i Fennecs, volano in Brasile. In un girone dove non sono certo i favoriti ma dove l'impresa è possibile. Soprattutto se a guidarle c'è una volpe vera, il bosniaco Vahid Halilhodzic. In realtà gli algerini hanno più che festeggiato questa qualificazione, lo stadio Mustapha Tchaker di Blida, a cinquanta chilometri da Algeri, è diventato una bolgia, tanto da far piangere di commozione anche uno che ne ha viste di tutti i colori come il 62enne Halilhodzic, bosniaco da ct ma jugoslavo quando era giocatore.    Una soddisfazione anche per Vahid sedersi per la prima volta in panchina dopo che a Sudafrica 2010 si era qualificato con la Costa d'Avorio, ricevendo in cambio un esonero a pochi mesi dal mondiale per l'eliminazione ai quarti in coppa d'Africa, ad opera dell'Algeria. Stavolta Vahid non si è fatto cacciare via al momento sbagliato e sarà al suo posto. Potrà contare sull'ondata dei promettenti giovani sbarcati in maglia verde, da Feghouli a Brahimi all'interista Taider, ma punta molto anche sul rilancio di Ghoulam, reduce da un'ottima stagione a Napoli.

Russia  
Due anni per cambiare verso e chiudere con la mentalità perdente: questo il tempo impiegato da Fabio Capello per riqualificare una nazionale russa che sembrava avviata verso un ineluttabile ruolo di vittima. Fuori da due mondiali di seguito, umiliata agli Europei in Ucraina due anni fa, la Russia si è gettata nelle braccia del suo salvatore convinta che soltanto un personaggio dal curriculum dell'allenatore friulano sarebbe riuscito a tirarla fuori dal pantano. Il bilancio parla di diciassette partite giocate, dieci vittorie, cinque pareggi e soltanto due sconfitte. Ma non solo: fatto ancora più importante, il primo posto nel girone di qualificazione, davanti nientemeno che al Portogallo di Cristiano Ronaldo, costretto ad andarsi a guadagnare il gettone agli spareggi, eliminando la Svezia di Ibrahimovic. Le premesse per il Mondiale sono dunque ottime affinché la Russia possa approdare agli ottavi. Considerando che i quarti di finale, ottenuti cinque volte, sono stati il suo miglior risultato di sempre. La rivoluzione di don Fabio, che ha fatto innamorare i russi, arriva come sempre dal grande pragmatismo: valorizzazione dei migliori già affermati, dall'esperto e imponente difensore centrale Ignasevic ai collaudati Zhirkov, Akinfeev, Denisov, al bomber dello Zenit, Kerzhakov. A questi punti fermi ha affiancato il talento emergente di Kokorin e ha messo da parte senza alcun tentennamento il capitano e potente Arshavin. In Russia sono impazziti per lui e nessuno riesce a immaginare i Mondiali 2018, i primi che il Paese organizzerà, senza la presenza di don Fabio.

Corea del Sud  
Lo sguardo truce che il difensore Hong Myung-bo rivolgeva durante i mondiali 2002 agli attaccanti azzurri sul prato dello stadio di Daejeon è ancora quello. Adesso però quegli occhi scrutano il gioco dalla panchina, mentre i suoi "Taeguk", i Guerrieri, in maglia rossa, correranno come indemoniati. E' la "solita" Corea del Sud, ormai alla nona partecipazione a una fase finale del torneo iridato, con un carattere e un gioco che ormai non sono più una sorpresa per nessuno. Il "marchio" coreano è stavolta ancora più forte sulla nazionale di Seul, dal momento che è finito il tempo dei ct che venivano dall'Occidente, come gli olandesi Hiddink e Advocaat. Adesso anche la panchina è made in Corea. Corsa e collettivo sono sempre le armi preferite dei coreani, anche se ora possono contare sempre di più su giocatori titolari in grandi squadre europee e in grado di regalare più qualità al gioco. Primi di questa categoria sono senz'altro due protagonisti della Bundesliga come Son Heung-min, centrocampista del Bayer Leverkusen, e Koo Jae-cheol, stesso ruolo ma maglia del Magonza. Ricco di esperienza è anche il capitano e portiere, Jung Sung-ryong, che gioca in K-League, tra i pali del Suwon. Hong, il ct, si è fatto le ossa con l'under 21, ottenendo uno straordinario terzo posto alle Olimpiadi di Londra, ha voluto dare il suo volto alla squadra inserendo i suoi giovani. Primo fra tutti, il difensore Kim Young-won, 24 anni, pallino del Marcello Lippi versione cinese al Guangzhou Evergrande. 

Il calendario
Martedì, 17 Giugno - 18:00 / Belo Horizonte
BELGIO - ALGERIA
Mercoledì, 18 Giugno - 24:00 / Cuiaba 
RUSSIA - COREA DEL SUD
Domenica, 22 Giugno - 18:00 / Rio De Janeiro 
BELGIO - RUSSIA
Domenica, 22 Giugno - 21:00 / Porto Alegre 
COREA DEL SUD - ALGERIA
Giovedì, 26 Giugno - 22:00 / San Paolo 
COREA DEL SUD - BELGIO
Giovedì, 26 Giugno - 22:00 / Curitiba 
ALGERIA - RUSSIA
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