ITALIA
Morte dj, pm chiede archiviazione: "Viviana si è suicidata"
Nessun estraneo avrebbe avuto un ruolo nella morte tragica della donna che si è gettata da un traliccio.

Nessun estraneo ha avuto un ruolo nella morte di Viviana e del figlio
Sono stati acquisiti i relativi tabulati telefonici nel periodo temporale compreso fra i giorni 3 - 19 agosto 2020, "al fine di verificare la compatibilità degli spostamenti compiuti in quel periodo con le dichiarazioni rese agli investigatori". Dal loro esame non sono emersi elementi di ''allarme'' di alcun tipo, o comunque circostanze in contrasto con quanto riferito alle Forze dell'Ordine. Anche le conversazioni intercettate (telefoniche ed ambientali), protrattesi per un periodo assai lungo, a partire dall'8.8.2020 fino a tutto il novembre 2020, "non solo non hanno fatto emergere alcun elemento di particolare ''allarme'' rispetto a quanto in precedenza dichiarato da tali soggetti, ma, al contrario, hanno dimostrato la assoluta genuinità e buona fede di tutte le loro propalazioni sui fatti". "L'intera vicenda, in realtà, è ascrivibile in modo esclusivo alle circostanze di tempo e di luogo, al comportamento ed alle condotte poste in essere da Viviana Parisi e al suo precario stato di salute, purtroppo non compreso sino in fondo, in primo luogo da parte dei suoi familiari più stretti”.
La donna soffriva di una forte depressione e manie di persecuzione
Viviana Parisi, la donna trovata senza vita nei boschi di Caronia l'8 agosto del 2020, cinque giorni dopo la sua scomparsa insieme con il figlio Gioele di 4 anni, soffriva di ''una patologia importante di valenza psicotica'', patologia "dalla quale non si era mai ripresa completamente". E' quanto scrive nella sua 'autopsia psicologica' il professor Massimo Picozzi, uno dei consulenti del Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, che ha depositato la perizia psichiatrica sulla donna morta. In altre parole, la donna soffriva di un ''disagio preesistente da almeno due anni'', con aspetti clinici tali "da spingere a ipotizzare un accertamento sanitario obbligatorio per fronte alla situazione, caratterizzati dalla ''presenza di spunti psicotici, con tematiche mistiche, persecutorie e di rovina". Con "riferimenti al demonio, interpretatività delirante - il diavolo nel serpente del bastone di Asclepio", si legge nella perizia.
Gli sms del marito alla moglie: “Curati, stai rovinando la vita di tuo figlio”
Agli atti dell'inchiesta e della richiesta di archiviazione ci sono anche i messaggi che Daniele Mondello scriveva alla moglie per chiederle di prendere le medicine. L'8 giugno 2020 Mondello scriveva alla moglie: ''Prendi le pillole, se ami tuo figlio''. Ed ancora: ''Hai rovinato la nostra famiglia, vergognati, mi dispiace solo per mio figlio che non si meritava questo.''. ''Curati!''. Nella stessa data Mondello inviava il seguente screenshot alla moglie Viviana: ''Centro di Terapia Strategica - Research Training, Psychotherapy Institute - ''Paranoia e manie di persecuzione. L'intervento attraverso la psicoterapia breve strategica'' e, subito dopo, il seguente messaggio: ''Leggi bene, non essere presuntuosa, questo è il problema che ti sono stato vicino per aiutarti, ma tu non vuoi farti aiutare e stai distruggendo la vita di nostro figlio, la tua e la mia e stai facendo soffrire la tua famiglia e la mia, per una volta ascolta chi ti vuole veramente bene!''. "Le precarie condizioni di salute della donna, peraltro, sono state confermate dalla risultanze dell' ''autopsia psicologica'' operata dal Professor Picozzi. Secondo il consulente ''l'incidente stradale ha rappresentato per costei uno stress acuto che ha valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione''; tale situazione è stata causata da ''una interpretazione persecutoria dell'evento'', come se il sinistro fosse stato ''causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti aggressori'', oppure, in alternativa, dall' ''innescarsi del timore inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino''.
Viviana si è allontanata volontariamente dal luogo dell’incidente
Le indagini hanno dimostrato come Viviana, "subito dopo l'incidente in galleria, una volta uscita dall'autovettura e recuperato Gioele, si sia volontariamente allontanata insieme al suo bambino dalla sede autostradale, nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostrada, non rispondendo ai richiami delle persone che pure la stavano cercando". Il consulente psichiatrico, in particolare, ha analizzato quanto successo la mattina del 3 agosto 2020: Viviana, quel giorno, ''si allontanava dalla propria abitazione senza lasciare segni di un progetto autolesivo'', ma, in ogni caso, poco dopo l'incidente stradale ha rappresentato per costei uno stress acuto che ha valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione''; tale situazione è stata causata da ''una interpretazione persecutoria dell'evento'', come se il sinistro fosse stato ''causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti aggressori'', oppure, in alternativa, dall' ''innescarsi del timore inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino''.
Gioele non è stato morso da animali selvatici
Dalle consulente tecniche emerge pure che il piccolo Gioele non è stato morso da animali selvatici mentre era ancora in vita. "Gli accertamenti di genetica umana e di carattere veterinario hanno consentito di rilevare come gli indumenti indossati da Gioele al momento dei fatti (sandali; pantaloncino; slip; frammento di maglietta) non recassero tracce di sangue - dice - Tutto ciò conferma come Gioele non possa essere stato oggetto di un'aggressione in vita da parte di cani o altri animali selvatici, dal momento che un'aggressione di tal tipo avrebbe prodotto, proprio a causa delle ferite inferte, un imponente perdita di sangue con conseguente ''dilavamento'' di tutti gli indumenti indossati".