MONDO
Morto Aaron T. Beck, padre della terapia cognitiva
Introdusse un metodo innovativo nel trattare depressione e ansia, fu antifreudiano: "ci sono più cose in superficie di quanti si veda"

Beck è morto nella sua casa di Filadelfia, secondo quanto dichiarato dalla figlia Judith Beck, presidente del Beck Institute, un'organizzazione di migliaia di professionisti che praticano la terapia cognitivo comportamentale. "Mio padre ha dedicato la sua vita allo sviluppo e alla sperimentazione di trattamenti per migliorare la vita di innumerevoli persone in tutto il mondo che affrontano problemi di salute e salute mentale", ha detto. "Ha veramente trasformato il campo della salute mentale".
Contrariamente alla psicoanalisi sviluppata da Sigmund Freud - che enfatizzava il ruolo del subconscio e incoraggiava i pazienti ad approfondire i propri ricordi - la terapia cognitiva si occupa del presente. Beck ha propagandato questa idea con una massima anti-freudiana: "Ci sono più cose in superficie di quanto non sembri".
Il New York Times ricorda che da giovane psichiatra di formazione analitica freudiana, sul finir degli anni Cinquanta, Beck iniziò a spingere i pazienti a concentrarsi sulle distorsioni nel pensiero quotidiano, anziché sui conflitti radicati nell'infanzia come fa l'analisi tradizionale. Concluse che la depressione non derivava dal masochismo, come credeva Freud, ma dalla scarsa autostima. Egli scoprì così che molte persone avevano quelle che egli chiamò "pensieri automatici", ossia assunzioni mai messe in discussione come "Sono sfortunato in amore" o "Sono sempre stato socialmente incapace", che possono innescare tentativi di auto-boicottaggio.