SPETTACOLO
Tre lavori di teatro musicale strumentale
La musica di Lucia Ronchetti protagonista di un concerto da Francoforte
L’Ensemble Modern rende omaggio alla compositrice romana in uno dei suoi primi appuntamenti dal vivo, aperti al pubblico e in streaming, dopo l’emergenza Coronavirus

Da quarant’anni, l’Ensemble Modern con sede a Francoforte è fra le formazioni più accreditate nel panorama della musica contemporanea. Nell’ambito della rassegna “Happy New Ears” (gioco di parole tra year – anno – e ears – orecchie), diretto da Peter Tilling, la formazione aveva programmato da tempo una serata dedicata alla musica di Lucia Ronchetti, poi rinviata causa pandemia. Ora finalmente il concerto, che verrà introdotto dalla stessa compositrice, collegata in videoconferenza, che dialogherà con Konrad Kuhn, drammaturgo dell’Opera di Francoforte: un’occasione che conferma il forte legame artistico fra la musicista romana e la Germania (doveva debuttare proprio all’Opera di Francoforte lo scorso 18 aprile la nuova opera Inferno, tratto dal poema dantesco con un epilogo di Tiziano Scarpa, che a causa del coronavirus è stato riprogrammato a chiusura della stagione 2020-21).
“È una grande soddisfazione poter constatare che tre miei lavori di teatro musicale in concerto, commissionati da importanti istituzioni di Parigi, Colonia e Freiburg, siano ora ripresi dall’ Ensemble Modern, che da sempre eccelle proprio nella performance di lavori con aspetti teatrali – racconta Lucia Ronchetti –. Le loro interpretazioni metteranno in luce aspetti inediti delle partiture e segnano l’inizio di quello che il sogno di ogni compositore, assistere alla messa in repertorio dei propri lavori”.
Il concerto presenta tre lavori di teatro musicale strumentale che fanno parte del vasto catalogo creato dalla compositrice romana. Ogni lavoro implica una drammaturgia e gli interpreti rappresentano personaggi che operano sugli strumenti con tecniche estese e tradizionali, con una funzione sia esecutiva sia teatrale. Il pubblico assiste alla trasformazione dell’interprete in personaggio e alla creazione della scena sonora. Gli unici elementi scenici sono gli strumenti stessi, i materiali che gli interpreti usano per produrre i suoni e la performance legata alla esecuzione.
Il concerto si apre con Cartilago auris, magna et irregulariter formata, drammaturgia per pianista e due operatori del sistema interno del piano (2019). Segue la prima esecuzione assoluta della nuova versione per 12 strumenti di Le Palais du silence (versione originale del 2013), drammaturgia da Claude Debussy. Il programma termina con Rosso pompeiano, Scherzo per ensemble (2010) composto per i 25 anni dell’Ensemble Recherche.