SPETTACOLO
Al Teatro Argentina dal 7 novembre
Sol Gabetta inaugura la stagione n. 199 dell’Accademia Filarmonica Romana
La celebre violoncellista argentina in duo con il pianista Nelson Goerner esplora il repertorio di Schubert, Franck e Brahms. In cartellone altri dodici concerti dal barocco alla musica contemporanea, con interpreti di livello internazionale

Protagonista della serata inaugurale sarà l’acclamata violoncellista argentina Sol Gabetta fra le più applaudite soliste dei nostri giorni, insignita nel 2018 del “Premio Karajan” e già solista con le più celebri orchestre al mondo. Con in suo prezioso violoncello Matteo Goffriller del 1730, la Gabetta sarà affiancata dal pianista Nelson Goerner, anche lui argentino con la passione per la musica da camera, e una predilezione per il repertorio meno frequentato.
Particolarità del programma l’esecuzione di alcuni capolavori di Schubert, Brahms e Franck per violino e pianoforte rivisitati attraverso la profonda cantabilità del violoncello, con specifici arrangiamenti per violoncello e pianoforte. “E’ la prima volta che porto in Italia questo programma, insolito per i cartelloni delle stagioni cameristiche – spiega la musicista argentina –. Il repertorio per la formazione violoncello-pianoforte è abbastanza ampio, tuttavia spesso nella vita musicale si sente il bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo, spinti dalla curiosità. Nel mio caso bisogna specificare che da piccola suonavo il violino, come mio fratello, per cui ho mantenuto e coltivato un grande amore anche per questo strumento”.
Gli altri concerti al Teatro Argentina
La programmazione della Filarmonica all’Argentina proseguirà con una serie di diversi e stimolanti ‘percorsi’. Per omaggiare il 250° anniversario della nascita di Beethoven, si è scelto di eseguire l’integrale dei suoi Quartetti per archi, genere che il musicista di Bonn predilesse e coltivò lungo tutta la sua vita, specchio del suo pensiero creativo. Quattro i concerti che vedranno alternarsi formazioni tra le più affermate e interessanti della scena internazionale a comporre l’intero ciclo: sono il Quartetto Pavel Haas (5 dicembre), il Belcea Quartet (6 febbraio), il Jerusalem Quartet (20 febbraio) e il Quartetto Hagen (26 marzo), cui si aggiungono, a completare il ciclo, i due concerti in Sala Casella del giovane Quartetto Lyskamm, in residenza triennale presso la Filarmonica.
Ci sarà spazio anche per il pianoforte con quattro recital che portano all’Argentina Filippo Gamba musicista cosmopolita e “filosofo del pianoforte” (14 novembre), la magia del suono di Piotr Anderszewski, un’occasione preziosa per ascoltare uno dei pianisti più interessanti di oggi alle prese con un raffinato programma “contrappuntistico” (28 novembre). Sarà poi la volta del virtuosismo smagliante di Denis Matsuev (27 febbraio) erede della grande tradizione pianistica russa, e del giovanissimo Filippo Gorini (12 dicembre), appena ventitreenne e già lanciato verso una brillante carriera internazionale, uno dei migliori talenti della nuova generazione di pianisti del nostro Paese.
Particolari anche tre progetti: uno dedicato al barocco e al teatro musicale dell’epoca incentrato sulla figura di Giulio Cesare, con Raffaele Pe controtenore fra i più apprezzati della nuova generazione e l’ensemble La Lira di Orfeo (23 gennaio), il secondo riannoda i fili della passione musicale di Marcel Proust, ascoltando brani dalla sua Recherche insieme alle musiche che ne hanno ispirato molte pagine, nell’interpretazione di tre strumentisti di primo piano quali Marco Rizzi al violino, Giovanni Gnocchi al violoncello e Roberto Cominati al pianoforte e la voce di un attore (13 febbraio). Infine, la serata Alla ricerca di Orfeo, intorno al mito che ha ispirato da sempre la fantasia di artisti e letterati, musicisti e drammaturghi, fra passato e presente, protagonista l’attrice Laura Torelli e l’ensemble L’Astrée (5 marzo).
La conclusione del ciclo di concerti ci riporta il 2 aprile alla formazione di duo, col celebre violinista danese Nikolaj Znaider e il versatile pianista Robert Kulek, di nuovo a Roma dopo la loro ultima apparizione di sette anni fa, impegnati in un intenso programma tra Beethoven e il Novecento.