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MONDO

Doppio attentato in un mercato e in una chiesa

Nigeria di sangue: almeno 67 i morti in due attentati

Gli attacchi negli stati rurali del nord-est del Paese africano, roccaforte del Boko Haram, il movimento islamista che vuole imporre la sharia in uno stato spaccato tra cristiani e musulmani

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Nigeria Ad esplodere è stato il mercato, affollatissimo, di Kawuri, un villaggio nello stato nigeriano del Borno, uno dei tre nei quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. Almeno 45 persone hanno perso la vita, altre 26 sono rimaste ferite. A sparare, secondo alcuni testimoni, circa 50 militanti. 

Poco dopo a inondarsi del sangue di 22 persone è stata una chiesta cattolica del villaggio Waga Chakawa, nello stato di Adamawa: un commando ha fatto irruzione durante una funzione e sparato contro i fedeli, mentre altri militanti bruciavano abitazioni e lanciavano bombe, tenendo in ostaggio per quattro ore alcuni ostaggi, poi liberati.

Una domenica di terrore, l'ennesima, per la Nigeria. Entrambi gli attentati sono stati attribuiti al gruppo islamista Boko Haram - il cui nome significa "Proibita l'educazione occidentale - attivissimo nel nord-est del Paese. 

Insieme allo Yobe, il Borno e l'Adamawa sono i tre stati nei quali, a maggio, è stato dichiarato lo stato di emergenza. Da quel momento, stima l'ONU, hanno perso la vita oltre 1,200 persone, vittime della violenza islamista.

Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan sta cercando di porre fine alla campagna di sangue del Boko Haram, soprattutto nelle regioni rurali del nord-est, roccaforte del movimento da cui è partita la rivolta nel 2009. Obiettivo dei militanti è quello di imporre la sharia in un Paese spaccato tra cristiani e musulmani dove, negli ultimi quattro anni, i morti sono stati migliaia. 


 
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