CULTURA
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Nobel, Tokarczuk: gioia ed emozione, grazie a tutti
La scrittrice polacca spiega perché è importante leggere

"Oggi le strade delle città europee dovrebbero essere intitolate ad Abelardo di Bath, Roberto di Chester, Alfredo Anglico, Daniele di Morley...". Lo scrive Olga Tokarczuk in un articolo esclusivo su l'Espresso, dal titolo "Il mondo salvato dai traduttori'. "Sono stati loro, i traduttori, a portare un rivolgimento totale nella scienza e nella filosofia medievali. A trascriverei n caratteri latini, a partire dalla pronuncia araba, una parola che non capivano. E, così facendo, a trasferire in Occidente concetti prima sconosciuti", dice la poetessa e romanziera, conosciuta in Italia per il libro 'I vagabondi' (Bompiani). La scrittrice Nobel per la Letteratura 2018 rivolge ai lettori un invito forte alla lettura, mai come oggi necessaria "vaccino contro una visione del mondo creata ad hoc".
"La letteratura mostra che un tempo le lingue collettive hanno dato origine a diverse visioni del mondo. Ed è per questo che vale la pena leggere: per accorgersi di queste visioni differenti e convincersi che il nostro è solo uno dei mondi possibili, e di certo non ci è dato una volta per tutte", afferma. I traduttori sono stati gli artefici di "una rivoluzione che permise alla civiltà occidentale di rimettersi in piedi", sottolinea, e hanno "la stessa responsabilità degli scrittori poiché vigilano sulla possibilità di trasmettere esperienze e punti di vista".