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SCIENZA

Ammassi di galassie

Stelle nate da una galassia in coma

Gli astronomi dell'osservatorio di Leida - utilizzando osservazioni svolte nel Pacifico - hanno potuto assistere a un evento rarissimo: uno scontro tra ammassi galattici in direzione della Costellazione della Lucertola

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di Stefano Lamorgese Le galassie sono molto spesso raggruppate in enormi ammassi composti da tante stelle diverse. Tra queste, una parte consistente ha da tempo immemorabile raggiunto lo stadio finale della propria vita. Si tratta, insomma, di insiemi a bassa energia, ormai divenuti incapaci di generare nuove stelle.

Però - questa la sensazionale scoperta compiuta dagli astronomi Andra Stroe dell'Osservatorio di Leida e David Sobral dell'università di Lisbona - in alcuni rarissimi casi è possibile veder tornare a nuova vita ammassi stellari dati ormai per "morti".

Scontro immane nello spazio
Capita quando due ammassi di galassie, nel loro inesorabile e maestoso movimento attraverso lo spazio, si scontrano fondendo la materia di cui sono fatti.
Certo: data la bassa densità, sono improbabili gli scontri veri e propri tra stelle e oggetti astrali. Però la massa e l'energia degli ammassi galattici vengono in qualche modo in contatto tra loro, "riempiendo di benzina" ancora una volta i serbatoi delle fornaci stellari.

L'ammasso della "salsiccia"
È esattamente quanto accaduto all'ammasso galattico CIZA J2242.8+5301, soprannominato dagli astronomi "la salsiccia", lontano 2,3 miliardi di anni luce dalla Terra, verso la costellazione della Lucertola.

Telescopi di tutto il pianeta
Utilizzando i telescopi Isaac Newton e William Herschel situati a La Palma, nelle isole Canarie; il Subaru, il CFHT e il Keck delle isole Hawaii, gli astronomi hanno potuto osservare come l'onda d'urto causata dallo scontro tra ammassi galattici diversi ha riacceso i motori capaci di creare nuove stelle.

Dal coma a nuova (breve) vita
"Gli ammassi che apparivano comatosi" spiega Andra Stroe "hanno ricominciato a generare stelle a un ritmo impressionante".

Poter osservare il vero e proprio collasso al quale gli astronomi hanno assistito è stato un "colpo di fortuna", spiegano; anche perché l'energia resasi improvvisamente disponibile avrà breve durata, così come sarà breve la vita delle nuove stelle.

"Breve" - sia chiaro - in termini astronomici: le nuove stelle, trasformatesi in Supernove, esploderanno nel giro di qualche milione di anni. Verrà emessa un'enorme massa di gas che rapidamente si raffredderà. E le galassie tornate improvvisamente in vita riprenderanno la loro lentissima agonia, immemori del caldo abbraccio al quale gli astronomi di Leida hanno da poco assistito.
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