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POLITICA

40 anni dall'uccisione del dirigente della Montedison

Omicidio Taliercio. Mattarella: "Terrorismo sconfitto grazie a unità e valori carta"

"La Repubblica non può dimenticare anche perché da questi testimoni, e dai sacrifici di tante persone, è venuta la spinta decisiva per sconfiggere il terrore e per ricostruire ancora il tessuto della solidarietà, della libertà, della democrazia", sottolinea il Capo dello Stato

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"Sono trascorsi quarant'anni anni dall'omicidio di Giuseppe Taliercio, e ancora le coscienze restano profondamente turbate dalla crudeltà dei brigatisti, dalle loro deliranti motivazioni, dalla  disumanità di quel lungo, drammatico sequestro che precedette l'assassinio e che divenne nei fatti una spietata tortura". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione in occasione dei 40 anni dall'omicidio del dirigente della Montedison, ucciso dalle Brigate Rosse.

"In questo giorno di memoria la Repubblica esprime vicinanza e solidarietà anzitutto alla famiglia, che ha affrontato con dignità il dolore più indicibile ed è stata capace di testimoniare, nella sofferenza, i principi più alti che fondano la convivenza civile e che consentono alla comunità di guardare avanti con rinnovata speranza", continua il capo dello Stato. "Il Paese ha superato la stagione del terrorismo e dell'eversione proprio grazie ai valori che sono radicati nel suo popolo e nella sua civiltà, valori che la Costituzione ha posto al centro della vita sociale e che, di fronte agli attacchi più duri e sanguinosi, sono stati sempre difesi con spirito di unità", scrive Mattarella. 

"Giuseppe Taliercio era direttore del petrolchimico della Montedison di Porto Marghera. I terroristi lo scelsero e lo uccisero per il ruolo che ricopriva. Non ebbero considerazione della sua umanità, come per altre vittime innocenti. La mitezza e l'integrità morale di Giuseppe Taliercio, espresse anche nei giorni angoscianti del sequestro, diedero però al suo martirio una valenza, se possibile, emblematica dell'insensatezza dell'azione armata e dell'ideologia che sosteneva tale violenza. La Repubblica non può dimenticare anche perché da questi testimoni, e dai sacrifici di tante persone, è venuta la spinta decisiva per sconfiggere il terrore e per ricostruire ancora il tessuto della solidarietà, della libertà, della democrazia", conclude Mattarella.

Rapito e ucciso nel 1981 per mano delle Br. Ai suoi funerali il Capo dello Stato Pertini
Nel 1952 Talercio ricevette l'impiego allo stabilimento petrolchimico della Montedison di Porto Marghera, di cui divenne in seguito direttore generale.Le Brigate rosse lo ritenevano responsabile delle morti sul lavoro verificatesi nel corso del suo operato manageriale. Venne rapito il 20 maggio 1981 da alcuni brigatisti penetrati nella sua abitazione e, dopo 46 giorni di prigionia, venne fatto ritrovare cadavere nelle vicinanze della Montedison, rinchiuso nel bagagliaio di una Fiat 128 azzurra, con il corpo crivellato da 17 colpi.  Il funerale si svolse il 10 luglio del 1981 nella Chiesa parrocchiale di Marina di Carrara alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
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