ITALIA
Palermo, ricercatrice libica indagata: ufficio del gip non convalida il fermo: "Reato di opinione"
La decisione era stata criticata dalla Procura ("siamo sconvolti, misura inadeguata, contraddittoria e contraria alla piu' recente giurisprudenza") e ora l'ufficio dei gip controbatte. Secondo Vincenti e Scaduto, le posizioni della Procura sul caso della donna libica "rischiano di creare nell'opinione pubblica un allarme ingiustificato, di cui in questa fase storica non si sente affatto il bisogno".
"La donna - spiegano - non è infatti accusata di atti di terrorismo o di associazione terroristica in collegamento con esponenti di gruppi terroristici o foreign fighters, come potrebbe intendersi, ma soltanto di un reato di opinione: l'avere cioe' espresso il suo personale apprezzamento nei confronti dell'ideologia di gruppi ritenuti terroristici, manifestazione del pensiero che puo' diventare reato solo se resa pubblica".
I due giudici sottolineano ancora che la posizione della donna, il ruolo a lei attribuito e la gravità del reato commesso non giustificavano "l'adozione di misure cautelari di tipo detentivo che, peraltro, lo stesso legislatore con le ultime riforme ha inteso fortemente limitare".
Nella nota si osserva pure, con una punta polemica, che non si può "indulgere a semplificazioni, ad emozioni o a precarie suggestioni esterne" e aggiunge: "Siamo tutti sconvolti dalle tragiche vicende terroristiche di questi ultimi tempi che, dopo avere devastato buona parte del Medio Oriente, hanno colpito assai più vicino la nostra Parigi; ma questo non deve farci perdere la capacità di distinguere caso da caso e di valutare con freddezza ed oggettività - alla luce dei principi costituzionali e dei parametri di legge - i fatti che vengono sottoposti alla nostra valutazione".