MONDO
Giornata mondiale del migrante
Papa Francesco: "La paura di accogliere i migranti è legittima, ma non condizioni le scelte"
"Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci"

Chi alza barriere rinuncia a incontro con l'altro
"Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci", ha detto il Papa nell'omelia aggiungendo che "le comunità locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l'ordine costituito, 'rubino' qualcosa di quanto si è faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati - ha sottolineato ancora il Papa - hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento".
L'incontro con migranti non si fermi all'accoglienza
"L'incontro vero con l'altro non si ferma all'accoglienza"., ha sottolineato il Papa. E' necessario anche "proteggere, promuovere e integrare". "E nell'incontro vero con il prossimo, saremo capaci di riconoscere Gesù Cristo che chiede di essere accolto, protetto, promosso e integrato?", ha chiesto Papa Francesco sottolineando che "questo incontro vero con il Cristo è fonte di salvezza".
Rispettare le leggi del paese d'accoglienza
"Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti". Lo ha sottolineato Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata in San Pietro per la Giornata Mondiale del Migrante. La Basilica era gremita di migranti. "Alcuni - ha detto loro il Papa - siete da poco in Italia, altri da molti anni siete residenti e lavorate, e altri ancora costituiscono le cosiddette 'seconde generazioni'". "Per tutti - ha aggiunto Bergoglio - è risuonata in questa assemblea la Parola di Dio, che oggi ci invita ad approfondire la speciale chiamata che il Signore rivolge ad ognuno di noi. Egli, come ha fatto con Samuele ci chiama per nome e ci chiede di onorare il fatto che siamo stati creati quali esseri unici e irripetibili, tutti diversi tra noi e con un ruolo singolare nella storia del mondo".