ECONOMIA
Recovery Fund e bilancio, le cifre dell'accordo

I prestiti aumentano a 360 miliardi, rispetto ai 250 miliardi di euro della proposta sul tavolo dei leader venerdì scorso. Gli Stati beneficiari dovranno iniziare a ripagare le somme entro la conclusione del prossimo settennio di bilancio Ue, quindi entro il 2027. I sussidi diretti agli esecutivi nazionali saranno invece 312,5 miliardi, in leggero aumento rispetto ai 310 miliardi della proposta di base. A risentire del doppio aumento sono soprattutto i fondi di ripresa destinati ai programmi Ue, replicati in scala per dare slancio al rimbalzo economico, ma evidentemente poco graditi dai leader, che preferiscono avere a disposizione i soldi "freschi" da destinare alle riforme. Tra i tagli più importanti quelli ai danni di Horizon Europe, passato in pochi giorni da 13,5 a 5 miliardi, di InvestEU (da 30,3 a 5,6 miliardi), del Just Transition Fund (da 30 a 10 miliardi) e la cancellazione del programma per la salute (inizialmente finanziato con 7,7 miliardi). Per far mandare giù ai "frugali" le dimensioni originali di 750 miliardi per l'intero schema di ripresa ribattezzato Next Generation EU, Michel ha dovuto sensibilmente aumentare anche le rettifiche forfettarie del bilancio europeo, meglio note dagli anni '80 come rebates. Il meccanismo di rimborso - ideato per venire incontro alle pretese dei britannici - per il periodo 2021-2027 assegna alla Danimarca 377 milioni di euro (a fronte dei 197 milioni della prima proposta di Michel), all'Austria 565 milioni (raddoppiando i precedenti 237 milioni), alla Svezia circa un miliardo (prima erano 798 milioni), ai Paesi Bassi 1,9 miliardi (1,5 miliardi nella proposta precedente) e alla Germania 3,67 miliardi (senza alcun incremento rispetto alle precedenti bozze.