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SALUTE

Il Direttore dell'Iss è intervenuto ad Agorà di Rai3

Rezza: meglio essere un po' asociali e non pesare sul SSN

Osservare le precauzioni anche sociali e sul picco di contagi: non sappiamo se l'abbiamo raggiunto, decisivi i prossimi 7 giorni
 

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L’infezione è presente già dalla seconda metà di gennaio e "gran parte delle persone supera brillantemente la malattia. Una proporzione piccola di pazienti può essere ricoverata, ma bisogna evitare un carico eccessivo sul Sistema Sanitario Nazionale". Così il dirigente di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità, ospite ad Agorà su Rai3, a proposito dell'emergenza coronavirus nel nostro paese.

"Siamo tutti d'accordo con Brusaferro (Iss) e Ricciardi (Oms) – ha sottolineato Rezza - che bisogna cambiare i nostri comportamenti sociali, soprattutto nella zona gialla" cioè nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna oltre che le province di Pesaro Urbino, Piacenza e Cremona e osservare alcuni comportamenti consigliati come "tenere una distanza di sicurezza di 1 metro”. "In questo periodo meglio essere un po’ asociali, è una misura temporanea che passerà. Non è un editto, ma meglio osservare queste precauzioni anche altrove in Italia, per precauzione", ha detto il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità
 
"Non sappiamo se abbiamo raggiunto il picco di contagi o se questo crescerà in maniera esponenziale perché sono in atto interventi anche sociali importanti, che possono essere molto efficaci. Bisogna attendere almeno una settimana per vedere la diminuzione del numero di casi, come ci auguriamo". "L'incubazione media – spiega Rezza - e' di 5, 6 giorni; altri casi arrivano fino a 12 giorni e con il caldo potrebbe allentarsi”, perché i virus prediligono il freddo. E' un virus che si sta trasmettendo in Italia da persona a persona, ma è sempre quello che proviene dalla Cina, che possa avere delle piccole mutazioni è normale. La mortalità è leggermente più alta che in Cina perché la popolazione italiana ha un'età media complessiva più alta, da noi ci sono più anziani". Rezza ha ribadito che la "malattia nella maggior parte dei casi è banale e lieve però se i casi aumentano, aumentano anche quelli gravi. In ogni caso - ha insistito - non c'è da fare alcun allarme". 

 
 
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