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ECONOMIA

​Rider: mossa di quattro big, arriva carta dei diritti

Lunedì da Di Maio

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Quattro 'big' del settore si presenteranno lunedì, al tavolo sul lavoro dei rider con il ministro Luigi Di Maio, dopo aver già sottoscritto i loro impegni "per garantire le migliori condizioni di lavoro", con contratti Co.co.co, copertura assicurativa Inail, tutele Inps, e un compenso su base oraria con una componente variabile in base al numero di consegne.

Una 'carta dei valori del food delivery' firmata da Foodora, Moovenda, Foodracers e Prestofood.it. Con Foodora che dice: "Stiamo continuando ad investire in Italia. Non c'è assolutamente alcun interesse a lasciare il Paese, anzi vogliamo diventare leader del settore". Il fronte delle imprese resta frammentato, con altre grandi aziende su posizioni diverse, ma è una prima risposta al pressing del ministro del Lavoro e dello Sviluppo, una mossa in anticipo per difendere l'opportunità (conquistata dopo i primi incontri al ministero) di autoregolamentare il settore con accordi interni per non subire regole imposte dall'esterno. Lo scorso 18 giugno era stato lo stesso ministro, il vicepremier M5s, a proporre alle aziende di aprire "un tavolo di contrattazione tra i rappresentanti dei rider e i rappresentanti della piattaforme digitali", un primo passo nella direzione che potrebbe portare "al primo contratto nazionale della Gigeconomy".

In vista dell'incontro di lunedì le quattro aziende garantiscono "correttezza, equità, trasparenza". E hanno firmato i loro impegni a partire, e "per tutti i rider che collaborano" dalla contrattualizzazione con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, con la copertura dell'Inail in caso di infortunio sul lavoro "equiparabile a quella offerta ai lavoratori subordinati" e interamente a carico delle aziende. Poi contributi Inps (ma per un terzo a carico del collaboratore) con accesso sussidi di maternità, indennità di malattia, assegni familiari. Ed una assicurazione integrativa sulla responsabilità per eventuali danni a terzi. C'è l'impegno ad un "compenso equo ed adeguato". Poi formazione sulla sicurezza stradale (e l'impegno a fornire dispositivi di sicurezza, come caschi e luci per biciclette, giacche e zaini catarifrangenti), agevolazioni per la manutenzione dei mezzi utilizzati".

Punto delicato quello degli "algoritmi reputazionali": dalle quattro aziende arriva anche l'impegno a non utilizzare "sistemi di rating o altri strumenti in grado di produrre classificazioni, penalizzazioni o favoritismi tra i collaboratori" che, prevede il documento, potranno anche "ritirare fino all'ultimo la disponibilità data senza che ne derivi alcun danno reputazionale" né alcuna penalizzazione "sull'assegnazione dei turni".
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