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MONDO

In Crimea ancora alta tensione

Crisi ucraina, Mosca alza il tiro: fermeremo le ispezioni ai nostri arsenali

Dopo il gas, la Russia utilizza una nuova forma di "minaccia diplomatica": stop alle ispezioni anche sui missili nucleari. Il partito di estrema destra di Kiev apre all'Ue. Lavrov: "Aperti al dialogo, ma Kiev è in mano agli estremisti"

Ancora tensione Russia-Ucraina
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La Russia sta pensando di sospendere le ispezioni del suo arsenale strategico, compresi i missili nucleari, in risposta alle "minacce" di Usa e Nato sulla crisi in Ucraina. Lo ha fatto sapere un alto funzionario del ministero della Difesa. Gli ispettori dell'Osce sono arrivati al confine della Crimea, ma sono tornati indietro dopo alcuni spari di avvertimento. Secondo fonti dell'organizzazione, a un check-point di frontiera, controllato da milizie filo-russe, sono stati sparati tre colpi di avvertimento. Ieri il convoglio degli osservatori militari era stato bloccato da persone armate a Armyansk, 100 chilometri a ovest di Chongar. La missione è composta da 54 componenti di 29 Paesi (tra i quali, oltre all'Italia, Usa, Germania, Francia e Regno Unito).

Più di mille filorussi hanno poi manifestato a favore dell'annessione alla Russia in piazza Lenin, a Donetsk, nella russofona Ucraina orientale. Nei giorni scorsi i manifestanti pro-Mosca hanno occupato per almeno due volte il palazzo della Regione di Kiev, ma sono stati fatti sgomberare dalla polizia, che ha arrestato più di settanta insorti e il leader dei filorussi, l'autoproclamato "governatore" di Donetsk Pavel Gubarev. 

L'estrema destra di Kiev vuole l'Ue
Il leader del gruppo paramilitare ucraino di estrema destra "Pravij Sektor" Dmitro Iarosh apre a un possibile ingresso dell'Ucraina nell'Ue. Iarosh, il cui gruppo è stato decisivo negli scontri che hanno portato alla caduta dell'ormai ex presidente Viktor Ianukovich, ha affermato in una conferenza stampa a Kiev che l'ingresso nell'Ue potrà essere discusso "quando l'Ucraina smetterà di essere solo un oggetto e inizierà a diventare anche un soggetto della politica internazionale". Precedentemente, Iarosh era solo a favore della firma di un accordo di associazione con l'Ue. Iarosh ha anche confermato la sua intenzione di candidarsi alle presidenziali del 25 maggio. "Tanta gente - ha detto in una conferenza stampa a Kiev - ci ha scritto e ci ha telefonato per chiederci di entrare in politica". E' stato anche il giorno dell'intervento del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che ha stroncato ogni velleità del nuovo governo ucraino: l'attuale governo ucraino "non è indipendente; con nostro grande rincrescimento, dipende dai nazionalisti radicali che hanno preso il potere con un attacco armato".

Obama "Necessario che la Russia ritiri le sue truppe"
Dalla Florida il presidente Obama continua a premere su Mosca. Al telefono con la Cancelliera tedesca Merkel ribadisce che la Russia deve ritirare i soldati e autorizzare il dispiegamento di osservatori internazionali in Crimea. POi saranno necessarie elezioni libere e corrette". Sulla stessa linea anche la Francia: se non ci saranno passi avanti - sostiene l'eliseo - pronte nuove misure nei confronti di Mosca. Obama ha parlato anche con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, poi con i presidenti della Lituania, della Lettonia e dell'Estonia. A tutti la Casa Bianca conferma la fedeltà degli Usa al Trattato Nord Atlantico per la sicurezza e la democrazia degli alleati baltici".

Mosca: "Aperti al dialogo con i partner stranieri"
La Cina ritiene che nella crisi dell' Ucraina "la priorità è oggi quella di dar prova di calma e moderazione" in modo da impedire che "la situazione si aggravi". Lo ha affermato il ministero degli esteri cinese Wang Yi in una conferenza stampa a Pechino. La Russia è disponibile a un dialogo "onesto, da pari a pari" con altri Paesi sull'Ucraina, ha detto poi Lavrov. "Siamo aperti a un dialogo onesto, da pari a pari e obiettivo, con i nostri partner stranieri per trovare il modo di aiutare l'Ucraina a uscire dalla crisi", ha detto il ministro degli Esteri russo in Tagikistan. E in occasione dell'8 marzo, una ventina di donne ha manifestato lungo una delle arterie principali di Simferopoli gridando slogan come "Putin via dalla Crimea", "La Crimea è Ucraina". Fra le manifestanti diverse attempate signore che esponevano cartelli con sopra scritto "No alla guerra" e palloncini con i colori della bandiera ucraina, celeste e giallo. 
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