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POLITICA

Governo

Di Maio-Salvini: promesse mantenute. Ok a flat tax e reddito cittadinanza

Novità interessanti sul fronte economico. Il nuovo regime fiscale prevede due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro. E ancora: confermato reddito di cittadinanza, fissato in 780 euro mensili. In pensione con 41 anni di anzianità contributiva

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Abbiamo mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale. A parlare, il leader dei 5Stelle Luigi Di Maio parlando dell'intesa raggiunta sul contratto di governo. Un traguardo importante - spiega - che porterà benefici al Paese. "Basta bugie" dai media, tuona tramite twitter, Matteo Salvini, "il programma c'è". E aggiunge: "Vada come vada, lunedì saremo dal Capo dello Stato" nella speranza di far partire il nuovo esecutivo.

Ma vediamo cosa prevede l'accordo tra M5s e Lega su tre punti caldi: tasse, pensioni e reddito di cittadinanza. "Il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue: due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare. La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della 'no tax area', nonché in generale di non arrecare alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale. Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese". Lo si legge nel contratto di governo tra M5S e Lega nel capitolo relativo al fisco.

È necessario altresì rifondare il rapporto tra Stato e contribuenti - si legge nel contratto - rivedendo i principi e i criteri che regolano l’agire dell’amministrazione finanziaria. Buona fede e reciproca collaborazione tra le parti saranno i capisaldi del nuovo percorso che si intende avviare, incentrato: sul contraddittorio anticipato con il contribuente, da erigere a principio generale cardine dell’ordinamento giuridico tributario; sull’abolizione dell’inversione dell’onere della prova, da porre sempre a carico dell’amministrazione finanziaria, con l’esclusione del ricorso a strumenti presuntivi di determinazione del reddito nei casi di piena e comprovata regolarità fiscale del contribuente; sulla riduzione dei tempi di accertamento nei casi di attiva e costante collaborazione del contribuente nell’assolvimento degli adempimenti contabili e di versamento; sulla semplificazione degli adempimenti contabili per la creazione di un fisco digitale, in linea con i più innovativi strumenti di elaborazione e comunicazione dati; sul principio generale della responsabilità diretta dall’amministrazione finanziaria per danni cagionati da attività illegittima (in fase di accertamento e riscossione)".

Confermati reddito e pensione di cittadinanza
Confermati nel contratto di governo tra M5S e Lega il reddito di cittadinanza, punto cardine dei 5 Stelle. "L’ammontare dell’erogazione - si legge - è stabilito in base alla soglia di rischio di povertà calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L’ammontare è fissato in 780 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala Ocse per nuclei familiari più numerosi. Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro, l’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta". Previsto un investimento di 2 miliardi di euro per la riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego. Spazio anche agli anziani: "È necessario assegnare una pensione di cittadinanza - si legge - a chi vive sotto la soglia minima di povertà. La nostra proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza".  "Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie - scrivono M5S e Lega - al fine di applicare il provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017, che garantirebbe l'utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo sociale europeo (Fse) per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia (unico Paese europeo oltre la Grecia a non prevedere tale misura), anche invitando la Commissione europea a monitorare specificamente l'utilizzo del Fse per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale".

Pensioni: confermata quota 100
"Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie a oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti". Lo si legge nel contratto di governo tra M5S e Lega nel capitolo relativo alle pensioni. "Prorogheremo la misura sperimentale 'opzione donna' - aggiungono - che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili".
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